“Avviliti dalla piazza” e “Felici per la piazza”: ma di chi è stata davvero piazza Navona, l’8 luglio?

di Wildgreta

In una selva di pianti, condanne, sdegno,  rabbia, scuse da distribuire  e, forse, invidie, i giornali dimenticano volutamente di raccontare che la manifestazione dell’8 luglio in  piazza Navona, non era dei commentatori, dei giornalisti o di qualche politico asserragliato in un loft, ma nostra. Dei cittadini. E allora è di noi che dovremmo parlare. Cosa abbiamo provato noi, che abbiamo contribuito a diffondere il messaggio della manifestazione e poi ci siamo trovati lì in centomila, senza neppure le storiche capacità organizzative dei grandi partiti? Stasera anche Nanni Moretti ha detto la sua opinione, (mancava solo lui), e subito è stata risucchiata dai notabili detrattori della piazza. E’ come se ci fosse un tabellone su cui si pongono le bandierine man mano che personaggi autorevoli danno un giudizio negativo. Ma la manifestazione di piazza Navona è stata di un’importanza fondamentale e questo lo sanno tutti, altrimenti non si scalderebbero tanto a demolirla. Stasera andiamo a dormire con il Lodo Alfano, domani sarà la volta del blocca processi abarthizzato. Veltroni a Matrix ha detto che la sua opposizione pacata è l’unica ad evere ottenuto qualcosa. Poi, un giorno, ci dirà cosa.

 Ecco una sintesi dei commenti che ho trovato in rete o su questo blog.

Stefania:FINALMENTE !!!! Finalmente si ritorna a parlare di politica , di partecipazione ,di ideali da perseguire . Leggere le vostre parole è un balsamo per le coscienze ed un invito a credere ,a credere ancora una volta che politica sia legalità ,sia rappresentatività , sia condivisione . Va bene anche la satira perchè non è con l’intervento satirico che si compie un attentato alla nostra democrazia ! GRAZIE A TUTTI VOI

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Massimo Mazzer
10 luglio 2008, 22:38 Esatto. L’Italia sta bruciando e purtroppo i benpensanti invece di darsi da fare preferiscono dare lezioni di stile a quei pochi che stanno cercando di chiamare i pompieri. Andiamo avanti cosi’, aspettando di essere travolti dall’incendio serenamente e pacatamente!

Mauro

L’altro ieri ero a Roma, in Piazza Navona e ho ascoltato quanto detto da Sabina Guzzanti.
Ciò non mi ha scandalizzato, nemmeno per i termini utilizzati, sapendo che rientrano nel suo stile. L’intervento di Sabina Guzzanti seguiva a ruota quello di BeppeGrillo, che a sua volta seguiva quello di Marco Travaglio.
Il problema che ieri si è generato, per come la vedo io, è solo in parte dovuto a quanto detto dalla Guzzanti, da Grillo o da Travaglio. Il problema, semmai, risiede nel fatto che non fosse stato chiaro, a tutti, quale messaggio ci si proponeva di trasmettere con la manifestazione di piazza di ieri.
Era forse chiaro, prima della manifestazione, il messaggio da mandare? A mio avviso sì!
Lo posso dire avendo ascoltato le dichiarazioni e raccomandazioni fatte, tra gli organizzatori, da Paolo Flores d’Arcais e da Antonio Di Pietro, nei giorni immediatamente antecedenti l’evento.
Sulla base di tali dichiarazioni, l’idea che mi ero fatto era quella di una manifestazione aperta a tutti i cittadini a cui stanno a cuore la democrazia e le sue istituzioni, indipendentemente dall’appartenenza politico-partitica e, semmai, con un’auspicata apertura verso il partito democratico, invitato ad aggiungersi alla protesta.
Quindi, senza nessuna demonizzazione, offesa o attacco diretto alle istituzioni o a parte dell’opposizione, con unica eccezione, ovviamente, della parte avversa, cioè del presidente del consiglio e dei suoi compagni di merende/governo.
Avrebbe dovuto essere un messaggio di partecipazione democratica ampia e priva di alcun veto verso nessuno, per manifestare una voglia di politica autentica, vera, dal basso.
Tutto questo, purtroppo, l’altro ieri si è verificato solo fino a un certo punto.
Sono stati di notevole spessore civico ed intellettuale i primi interventi, quelli di Flores d’Arcais, di Rita Borsellino, di Camilleri, di Di Pietro, di Moni Ovadia, pure quello di Fiorella Mannoia.
L’intervento di Marco Travaglio, con la sua ironia sottile e le non lesinate critiche al PD, era ancora accettabile, ma rappresentava, a mio avviso, il limite oltre il quale non valeva la pena di andare, per una questione di messaggio che ne sarebbe uscito.
Difatti, sia l’intervento di Grillo che quello della Guzzanti hanno sortito l’effetto, sicuramente non cercato, ma poi comunque ottenuto, di porre in secondo piano, fino quasi a far dimenticare, i discorsi, ben più alti che li avevano preceduti.
in questi due giorni, riflettendo con calma su quanto accaduto, ho pensato questo:
non è facile centrare l’obiettivo di trasmettere un messaggio univoco, quindi efficace, quando a parlare, in nome della democrazia e della trasparenza, ci sono parecchi soggetti, ognuno portatore di un proprio pensiero e di un proprio stile di comunicazione.
Questo, probabilmente, è il rischio che si corre quando si intende privilegiare la pluralità e la libertà di espressione.
D’altronde, non sarebbe stato giusto escludere a priori Tizio o Caio, come non sarebbe stato proponibile porre dei limiti al loro campo d’azione.
A mio avviso, quindi, rimaneva solo un’unica via:quella che ognuno degli intervenuti non perdesse di vista l’obiettivo comune, che era quello di dare un’immagine della manifestazione quanto più efficace, univoca e coesa possibile, come era stato in origine auspicato dagli organizzatori.
Non dimentichiamoci che la libertà, per essere veramente tale ed esplicarsi al meglio, quindi senza danno o sottrazione della libertà altrui, presuppone una grande assunzione di responsabilità, un grande rigore morale e comportamentale da parte del singolo individuo che ne beneficia.
Altrimenti, nei casi d’intemperanza, servono le regole.
Sapendo tutti noi con che razza di media abbiamo a che fare in questo sgangherato paese, ognuno degli intervenuti l’altro ieri in Piazza Navona avrebbe dovuto adoperarsi per la causa comune, quella dell’attentato alla democrazia perpetrato scientificamente dal caimano, piuttosto che lasciarsi andare a divagazioni o battute che stanno benissimo, e non fanno alcun danno, in contesti di altro tipo, come quello teatrale.

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Anna:purtroppo, come al solito ,in televisione però si parla solo degli interventi volgari e scandalosi che sono stati fatti da alcuni. quante sono le persone che si vanno a cercare i fatti su internet?

Isabella

Anch’io c’ero e sono d’accordo con te wildgreta: delle splendide parole di Rita Borsellino, dell’intervento tonante di Moni Ovadia o del discorso portato avanti dal rappresentante della comunità rom non è rimasta traccia…
L’intervento di Sabina Guzzanti è stato forte e purtroppo strumentalizzabile da chi, come sempre, guarda il dito e non la luna, e capa dal mucchio pretesti per tacere ciò che davvero è importante. Ma l’indignazione verso la ministra moralista che in pubblico inneggia alla famiglia e in privato fa carriera ginocchioni mi sembra perlomeno legittimo, soprattutto alla luce del pericolo per le generazioni future di donne che, come suggeriva Lidia Ravera, potrebbero crescere nella falsa convinzione che svendere il proprio corpo sia l’unica strada percorribile da una donna per andare avanti nel mondo del lavoro…
Per quanto riguarda gli attacchi a Giorgio Napolitano, condivido l’opinione di Furio Colombo che il presidente della Repubblica sia l’unico possibile avversario di Berlusconi perché l’unico in possesso degli strumenti per bocciarne le leggi: il problema è che finora il nostro presidente non ha fatto uso di tali strumenti, di fatto venendo meno al suo ruolo di garante della costituzione in un momento in cui avrebbe dovuto farsene fiero difensore: e questo è un dato di fatto ed è legittimamente criticabile dal mio punto di vista! Nessuno ha insultato Napolitano nel senso stretto del termine (mi rifiuto di considerare il soprannome “Morfeo” un insulto!) e leggere i commenti sprezzanti di chi ancora crede che un dialogo con questo governo di puttanieri, inquisiti e mafiosi sia possibile, mi dà la nausea ancora più degli sproloqui di Grillo. Proprio l’intervento di Grillo è stato il più controverso della serata (e ha raccolto non pochi fischi e mugolii di disapprovazione): e non nego che anche a me sia sembrato nella forma e nella sostanza (se si escludono brevi flash di lucidità: e mi riferisco all’accenno al problema della sicurezza del lavoro in Italia) il delirio di uno squilibrato sull’autobus nell’ora di punta.
Le stesse critiche alla cosiddetta “opposizione” sono sacrosante e rispecchiano la cocente delusione (per non dire bruciante rabbia) di tanta parte dell’elettorato di sinistra… Un elettorato che, come giustamente sottolinea la Guzzanti, spesso ancora non si riconosce né in un partito né in un leader. Se Veltroni e il PD vogliono continuare a credere nella bella favola del dialogo e della civile opposizione continuando a bere aperitivi nel transatlantico assieme a fascisti nicodemiti e rampanti berlusconiani non si stupiscano di perdere le elezioni (ammesso che abbiano davvero voglia di governare questo paese).
Personalmente sono contenta di essere stata presente alla manifestazione perché la mia esperienza non potrà mai essere offuscata dalla subdola perniciosità della stampa sensazionalistica: il senso di appartenenza, la commozione e la consapevolezza di non essere sola nell’indignazione e nella fede nei valori repubblicani e costituzionali mi darà la forza di continuare a resistere e a combattere per salvare questo paese (il nostro paese!) dalla rovina morale e istituzionale… RESISTERE!RESISTERE!RESISTERE! oggi più che mai!

#3 · Spartaco Innocenzi (Aprile online)
10 luglio 2008, 21:55 Credo che sia doverosa una premessa. In una situazione di emergenza democratica e costituzionale come quella che purtroppo per molto tempo stiamo vivendo durante il periodo berlusconiano,ancora una volta la Sinistra è rimasta impalata evitando si essere lei la promotrice di tali manifestazioni.Si dirà:ha altro a cui pensare e non di poco conto.Stessa obiezione la rivolgo al PD,il quale ancora spera in un improbabile accordo tra “gentlement agriment” con il giocatore di poker sempre pronto a tirare fuori dalla manica l’asso vincente.Dico questo perchè molto probabilmente se fossero stati loro gli organizzatori,con molta probabilità tutta questa buriana evidenziata oltre modo dai media,non sarebbe accaduta. Giorgio Bocca,scrive oggi su Repubblica alla fine del suo articolo:”La progressione autoritaria è stata denunciata nella manifestazione romana promossa da Di Pietro e i girotondini e disertata dal Partito democratico che si riserva per quella da farsi in autunno.Ma se aspettiamo i giorni in cui cadono le foglie forse saranno anche cadute le nostre residue libertà”. E veniamo alla giornata di Martedì.Io,come altre tante persone(c’erano con me anche Giorgio,Marcello e Silvia e poco dopo raggiunti da Riccardo)siamo andati al presidio per manifestare contro le leggi vergogna e non in funzione della presenza di Grillo e la Guzzanti i quali con la loro performance non hanno fatto che aiutare i corvi dell’informazione.Informazione che ha in parte o del tutto oscurato gli interventi di Pardi,Colombo,Arcais,Borsellino, preferendo lo “scandalo” molto più reddittizio alla tiratura.Un fatto è certo,e che mentre le parole pesanti proferite da Grillo e la Guzzanti saranno spazzate via dal vento da qui a pochi giorni,l’emergenza democratica di questo paese rimarrà sempre attuale.Spero che la lezione sia servita a coloro che la moralità e legalità la vedono come fattore di secondaria importanza.E intanto l’Italia brucia.

Da Aprile online “Quindi se dobbiamo come si dice ormai pedissequamente “bacchettare” i reprobi irriverenti, che hanno supersato i limiti, come comportarci con chi quotidianamente violenta Costituzione e diritti? Allora il bon ton lasciamolo ai salotti alle sacrestie ed ai retrobottega degli inciuci e diciamo libero sberleffo in libera piazza. O volete privarci anche di questo ?!? “maranimarcel@tiscali.it

Barbara

barbara Dice:
io ero alla manifestazione con mio figlio, gente libera che manifestava contro delle leggi assurde che il governo vuole far approvare; Grillo non ha offeso il Presidente della Repubblica poichè ha solo detto la verità cioè che un presidente non può firmare delle leggi incostutizionali, quindi è il Presidente Napolitano che offende tutti noi e la costituzione italiana. La Guzzanti ironizzando ha detto la verità la scuola è laica quindi perchè il papa deve inagurare l’anno accademico?
Non dobbiamo demonizzare quelli che hanno il coraggio di dirci la verità, ma è la verità stessa che scandalosa.
Berlusconi ha detto che la manifestazione avvenuta a Roma è spazzatura, io non mi ritengo spazzatura me stessa e tutta quella gente che era con me quindi senza più peli sulla lingua a Berlusconi rispondo: “mafioso pezzo di merda fatti processare”

Sul lodo Alfano dal sito La Stampa

che volete che si scriva, toccherebbe a voi illuminarci. Per me da quando quel decreto uscirà dalla Camera sarà l’inizio della dittatura. Mai stata comunista in vita mia, mai votato più a sinistra di Saragat. Spero solo di vivere abbastanza per vedere come la finisce.E ne abbiamo ancora delle “belle” da vedere! cordiali saluti.
scritto da franca 10/7/2008 22:3

Sono un’elettore di questo governo, faccio l’imprenditore e in qualche occasione ho rischiato di commettere delle illegalità, che non ho commesso più per rispetto dell’etica che per la paura delle possibili conseguenze legali. Sono seriamente disgustato da questa legge che permetterà, se verrà confermata, al nostro capo del governo (al quale ho regalato il mio voto) di restare impunito per reati che avesse dovuto commettere. Questa non è destra, la destra era quella Liberale di mio nonno e di mio padre, è un’accolita di cialtroni.
scritto da Giorgio 10/7/2008 22:00

 Caro Castelnuovo, Negli altri Paesi in cui esiste una legge del genere, questa legge non è stata approvata in 48 ore su proposta di un Governo il cui capo ha diversi procedimenti penali in corso, di cui uno prossimo alla sentenza. La realtà è che Berlusconi si è fatto una legge per non essere più perseguito dai magistrati. Questo potrà anche non scandalizzare molti elettori di centrodestra, ma è oggettivmente scorretto. La democrazia è un congegno delicato: chi ha la maggioranza dei voti ha diritto di governare, non di scassare l’equilibrio del poteri e le regole dl gioco democratico. Saluti
scritto da Giorgio 10/7/2008 21:56

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2 Risposte to ““Avviliti dalla piazza” e “Felici per la piazza”: ma di chi è stata davvero piazza Navona, l’8 luglio?”


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