Matrix, rottura PD-Di Pietro: Le vie di Walter sono finite

          
“Accordo con Casini? Lo vedremo in progress”
di Wildgreta
Dopo aver deciso di correre da solo, lasciando la sinistra Arcobaleno e il partito socialista ai loro destini, Veltroni rompe anche con Di Pietro. E alla domanda di Mentana se non avverte una certa “scontentezza” da parte di una fetta del suo elettorato, lui risponde di no. Comprende, ma tira dritto. Per il bene del PD, che è un partito riformista, che fa un tipo di opposizione seria e non vuole il tipo di scontro politico che ci avvelena da 15 anni. Dà appuntamento al 25 ottobre, quando porterà in piazza milioni di persone e raccoglierà 5 milioni di firme. “Un missile a lunga gittata” lo definisce Mentana, che gli chiede perchè . La risposta è che ci sarà la finanziaria, quel giorno. La domanda che si pone il famoso “uomo della strada”, oggi è però questa: il leader di un partito deve rappresentare i suoi elettori o sono gli elettori a dover rappresentare il leader? La  risposta soffia nel vento, come direbbe Bob Dylan.
Le frasi da ricordare:
Veltroni: “Quando ho sentito parlare Boccuzzi, l’operaio della Thyssen group, alla Camera, sono stato fiero di averlo candidato. ”  (Come mai non ha citato il primo intervento di Marianna Madia ? O non c’è ancora stato?)
“Ho dato un’occhiata ai forum in rete e sono tutti concordi nel condannare i toni della manifestazione”  (Che forum ha visitato? )
“Se il PD fosse andato a piazza Navona, oggi sarebbe  un cumulo di macerie”  (E non andandoci?)
Veltroni non parla dello struggente e durissimo intervento di Rita Borsellino. Non lo ha sentito? Eccolo qua.
PARTITO DEMOCRATICO GRUPPI
Le agenzie sulla puntata di Matrix e l’articolo di Di Pietro sulla manifestazione e in risposta a Veltroni
PD: VELTRONI, IL 25 OTTOBRE DAREMO UNA SCOSSA AL GOVERNO
“La manifestazione di ieri per la destra non cambia i termini della situazione. Invece se noi il 25 ottobre riusciremo a portare milioni di persone, sara’ una scossa importante per il governo”. Ne e’ convinto il segretario del Pd, Walter Veltroni, commentando quanto avvenuto ieri in Piazza Navona, durante la registrazione di Matrix. Veltroni ribadisce che “chi urla e va sui giornali poi pero’ non ottiene risultati, come invece il Pd”, citando l’esempio del blocco della norma salva-Rete4 e del Dl intercettazioni: “Ed ora speriamo di far saltare il blocca-processi. Ma questo – sottolinea – e’ grazie alla nostra opposizione e non alle urla e alle chiacchiere di qualcuno. Il nostro posto e’ di una opposizione seria e responsabile non l’estremismo a doppio senso”. (AGI)
(09 luglio 2008 ore 20.47)
dal blog di Antonio DI Pietro

Ieri Piazza Navona era piena di cittadini che, per una volta, hanno avuto la possibilità di protestare contro la deriva antidemocratica del Paese. Sul palco si sono alternate diverse voci. Non erano voci allineate. Non erano – come non dovevano essere – interventi concordati. Non c’era la censura dei partiti e di quella parte dei media a loro asservita.
Le decine di migliaia di persone presenti hanno applaudito gli interventi, tutti gli interventi, chi più chi meno, a seconda della condivisione o meno dei concetti espressi dagli oratori. E c’è anche chi ha dissentito sui modi e sui toni di qualche oratore, quando non ne ha condiviso i concetti o le espressioni usate.
Era una piazza finalmente libera: libera di sorridere per la satira, di indignarsi per le leggi ad personam, di condividere proposte e proteste, di dissociarsi quando non condivideva, di ascoltare in riverente silenzio le severe poesie di Camilleri (che – provate a riascoltarle – erano ancor più dissacranti delle battute satiriche di Sabina Guzzanti).
Insomma, ieri abbiamo assistito ad un magnifico e splendido atto di democrazia diretta, senza formalismi e senza ipocrisie.
Oggi, sui giornali e sulle reti unificate radio-Tv abbiamo letto e sentito tutt’altra musica. La manifestazione è stata descritta come una associazione a delinquere, i suoi partecipanti come pazzi esaltati ed invasati, i suoi organizzatori dei cospiratori, tanto da aver indotto la Procura della Repubblica a ritagliare i fondi di giornali per aprire un’indagine penale per vilipendio alle istituzioni. Per inciso: ben vengano, le inchieste penali: serviranno alla fine ad avere una sentenza che – con il conseguente inevitabile proscioglimento – sanzioneranno la legittimità e la bontà della manifestazione stessa.
Però quanta gelosia e quanta invidia da parte del mondo politico sconfitto dalla piazza! Tutti a criminalizzare questa o quella pagliuzza di frase, estrapolata dal contesto per nascondere la trave delle vergognose leggi ad personam che si stanno approvando, l’umiliazione di un Parlamento prostrato ai voleri di un caudillo, la mutilazione dell’Informazione dal suo diritto-dovere di informare i cittadini. Questi comportamenti costituiscono vilipendio e oltraggio alle istituzioni, non chi si oppone ed essi chiamando a raccolta il popolo sovrano.
Da Piazza Navona, perciò, non voglio dissociarmi perché mi sono sentito a casa mia. Sia quando ho condiviso ciò che gli altri oratori hanno detto, sia quando non l’ho condiviso. Ed in effetti non ho condiviso chi ha tirato in ballo la Chiesa ed il Papa e l’ho detto. La manifestazione era, doveva – e deve – rimanere una discussione aperta e serena per criticare politicamente il Presidente del Consiglio Berlusconi che non c’azzecca nulla con il Papa e che al contrario rischia – come sta rischiando – per dare l’occasione ai professionisti della disinformazione di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle questione vera che in quella manifestazione chi vi ha partecipato ha voluto evidenziare.
Da qui, però, a criminalizzare gli oratori che hanno espresso idee diverse non ci sto! Da più parti sento dire che noi organizzatori – conoscendo la storia personale degli oratori – non dovevamo invitare alcuni di essi. Accidenti, che lezione di democrazia! Secondo questi sapientoni del giorno dopo, dovevamo prima obbligarli a mettere per iscritto le loro dichiarazioni e quindi censurare ciò che poteva dare fastidio al potere costituito.
No, non ci sto! A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero!
Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema.
Esiste un diritto di critica e ieri è stato esercitato. Si può essere d’accordo o meno, ma vanno valutate le ragioni della critica, non i toni utilizzati, o quantomeno entrambi. Certamente non solo i toni. Altrimenti si fugge dal problema. O peggio, si è accondiscendenti.
Ed il problema politico che abbiamo di fronte oggi è molto semplice: Il centro sinistra ha perso le elezioni. Berlusconi ha vinto e sta facendo le leggi che gli servono per i suoi interessi, aziendali e giudiziari. Non possiamo pensare che sia tutto un destino ineluttabile. Se la coalizione riformista ha perso le elezioni è proprio perché – quando governava – non sempre ha saputo distinguersi dalle politiche berlusconiane. L’apertura a Berlusconi prima, durante – e addirittura dopo la campagna elettorale è stato ed è un errore politico, signori dirigenti del Partito Democratico. Vogliamo discuterne? Ieri è stato affermato in piazza che la legge sull’indulto e la legge blocca processi hanno la stessa origine, la stessa matrice politica trasversale: servono a salvaguardare la Casta. Ed è vero, non lo si può negare.
Il centro sinistra ha perso consensi nel Paese, e forse anche le elezioni, per aver appoggiato l’indulto. Vogliamo discuterne o, invece, demonizzare chi lo ha gridato? E dire, scrivere, insinuare che in piazza c’erano i fascisti mentre alcuni di questi, insieme ai condannati, siedono anche in Parlamento?
Oggi, molti ripropongono il dialogo con Berlusconi e criticano noi che non lo vogliamo. Vogliamo confrontarci su chi ha ragione? E vogliamo informarci meglio su cosa ne pensano i nostri elettori?
Nessuno pensi di poter intimidire l’Italia dei Valori, con aut-aut di sorta! La nostra forza ci proviene direttamente dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo ubbidire, non ad altri!

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Una Risposta to “Matrix, rottura PD-Di Pietro: Le vie di Walter sono finite”


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