Regalo della Carfagna per il Pride: bloccati i fondi per una ricerca sull’omofobia

                           Gay Pride, drag queen stile Carfagna
I fondi destinati all’Istat per l’indagine contro le discriminazioni causate dall’orientamento sessuale sono stati bloccati. E’ questa l’ultima biricchinata di Mara Carfagna, Ministro (?) per le Pari Opportunità.Sottolinea la gravità del gesto Sergio Lo Giudice, presidente della Commissione per i diritti e le pari opportunita’ per lesbiche, gay, bisessuali e transgender istituita nel 2007 presso il Dipartimento per i diritti e le pari opportunita’

“Chiunque in questi anni si sia occupato di contrasto alle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali sa che, accanto alle tradizionali difficoltà, se ne aggiunge una specifica: la totale assenza nel nostro paese di una raccolta dei dati informativi necessari a rendersi conto dell’entità del fenomeno, a comprenderne la natura e a decidere così le forme più efficaci di contrasto”

Sconcertato anche Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay

“A fronte di un clima d’odio che mette in pericolo la vita di migliaia di gay, lesbiche, trans, il ministro decide, a due giorni dal Pride nazionale di Bologna, di dare un forte negativo segnale politico. Tra l’altro colpisce il fatto che si ritiri il finanziamento ad un progetto avanzato non da un qualsiasi ente di ricerca, ma dall’Istat, ovvero l’istituzione più autorevole e presitiosa del paese.”
Ma da destra arrivano altre brutte notizie: il neo-sindaco di Formia, Michele Forte (Udc), appena insediatosi ha pensato di compiere come primo atto del suo mandato la cancellazione del registro delle unioni civili istituito poco più di un anno fa.

“Si tratta di una decisione molto grave – interviene Fabrizio Marrazzo, presidente Arcigay Roma – Il Registro delle unioni civili, quando unito a politiche inclusive, ha un altissimo valore simbolico e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a dare dignità alle coppie lesbiche e gay, che in tutta l’area pontina vivono situazioni drammatiche”

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Silvio segreto


di Marco Lillo
Gli scambi politico-affaristici con il dirigente Rai Saccà. La supervisione sulle scelte Mediaset. Dalle intercettazioni di Napoli emergono le trame riservate di Berlusconi TUTTE LE TELEFONATE: LEGGI E ASCOLTA
Non è possibile che il produttore di fiction Valsecchi ha 50 milioni di euro di contratto quadro e lui niente. Ma insomma, qui si tratta di fare un contratto quadro che per lo meno sia di 30 milioni di euro all’anno per tre anni anche a Guido De Angelis…”.

In fondo, il testo della telefonata “Quell’attrice è pericolosa…”

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Intercettazioni, parola d’ordine: convincere Tex Willer

INTERCETTAZIONI: L’ESPRESSO TORNA SU RAPPORTI BERLUSCONI-SACCA’
Nuove rivelazioni dell’Espresso sui rapporti Berlusconi-Sacca’, pubblicate sul numero in edicola domani, che fanno riferimento alle 9 mila telefonate depositate nell’inchiesta di Napoli. La parte piu’ rilevante – afferma il settimanale – riguarda “Il gioco grosso”, come lo definisce al telefono Sacca’, “quello che doveva riportare Berlusconi a Palazzo Chigi, grazie alla spallata contro Romano Prodi di un manipolo di senatori transfughi del centrosinistra, con un ‘uomo chiave’ finora rimasto nell’ombra, Giancarlo Innocenzi, gia’ sottosegretario alle Comunicazioni nel governo Berlusconi e prima ancora dirigente di Mediaset, quindi nominato membro dell’Autorita’ garante delle Comunicazioni e alcune pressioni sul senatore Willer Bordon che ha un’attrice per moglie, al fine di fargli lasciare la maggioranza in base a quella che era difinta ‘operazione libertaggio’. Leggi il seguito di questo post »

No al blocca- processi se Pd vota il lodo Schifani

 

Pecorella: Paese non puo’ correre rischi di tornare al voto nel caso di una condanna grave per Berlusconi

(ANSA) – ROMA, 26 GIU – Per il Pdl si potrebbe andare in tempi brevi all’approvazione del lodo, se il Pd lo votasse, senza passare per la sospensione dei processi. A sostenerlo e’ il deputato del Pdl, Gaetano Pecorella. ‘Se a fine settembre -spiega- Berlusconi si trovasse con una condanna per una pena molto grave, difficilmente potrebbe continuare a governare. ‘Quindi -dice- o si corre questo rischio, che per il Paese sarebbe un disastro, o si approva una legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato’.

 

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