Messina, Buzzanca proclamato sindaco. Ma lo spettro di un altro annullamento fa paura

giovedì 19 giugno 2008
Nonostante alle 18 si sia proclamato Peppino Buzzanca sindaco di Messina, la battaglia elettorale è tutt’altro che conclusa. Il riconteggio, infatti, procede ma i dubbi che erano sorti non sono ancora svaniti. Anzi. La macchina amministrativa si sblocca. Parzialmente. Proprio sul nuovo sindaco pendono già le minacce di ricorso. A configurare il rischio concreto di una tornata elettorale falsata ed inutile ci pensano i ricorsi proposti dai rappresentanti di liste collegate a Genovese. Se fino alla proclamazione del sindaco la competenza delle decisioni è dell’ufficio elettorale, una volta dichiarato il primo cittadino, la palla passa inevitabilmente al Tar. Ma andiamo per ordine. Con i primi dati ufficiali che proclamano il nuovo primo cittadino, arrivano anche i numeri relativi alla ripartizione dei seggi per lista. 27 andranno a quelle collegate a Buzzanca, 16 a quelle che appoggiavano Genovese. Solo 2 a D’Amore. Per essere più precisi: 27 destinati alla Formazione Buzzanca, 4 seggi andranno alla lista MPA – ALLEATI PER IL SUD (papabili Sebastiano Tamà, Pippo Previti, Alessandro La Cava e Dino Oteri, fuori Restuccia e Spicuzza), 1 seggio a CONSERVARE IL FUTURO CON BRIGUGLIO (probabilmente Claudio Canfora, in vantaggio su Tanino Giordano e Piero Bellinghieri).Tre seggi a UNIONE DEMOCRATICI DI CENTRO (di sicuro Carmelo Santalco, probabili Giorgio Muscolino e Mario Rizzo, fuori al momento Luigi Barbaro e Tanino Caliò), 2 a FORZA AZZURRI (dentro Peppe Chiarella e Carmelo Conti, esclusi Giuseppe Capurro e Giovanni Cucinotta), 1 agli AUTONOMISTI DELL’MPA (Ivano Cantello), 4 per IL CENTRO CON D’ALIA (Vincenzo Messina, Bruno Cilento, Mimmo Guerrera, Salvatore Ruello i più probabili, fuori per una manciata di voti Antonio Ansaldo e Roberto Trifirò).Due i posti per RIALZATI MESSINA CON BUZZANCA SINDACO (Peppino Buzzanca, primo della classe, lascerebbe il posto a Giuseppe Aliotta e Salvatore Ticonosco).
Infine 10 al POPOLO DELLA LIBERTA’ BERLUSCONI PRESIDENTE: i sicuri sono Pio Amadeo, Angelo Burrascano, Orazio Miloro, Giovanna Crifò, Giuseppe Corvaja, Giuseppe Capurro, Pietro Iannello, Ignazio Romano, Pippo Trischitta. A giocarsi l’ultimo seggio Antonio Fazio, Roberto Sparso e Giovanni Crocivera.Al momento escluso Nello Pergolizzi. La squadra di Genovese, invece, dividerà così i suoi 16 posti in sede di Consiglio: 1 a RICOSTRUIRE MESSINA INSIEME (Arturo Alonci se la gioca con Antonio Barone), 1 ai POPOLARI RIFORMISTI SOCIALISTI CON GENOVESE (seggio conteso tra Nicola Barbalace, Rosario Fallo e Francesco Squadrito), 6 a PD GENOVESE SINDACO (Tani Isaja, Nico Cucinotta, Benedetto Vaccarino, Paolo David, Marcello Greco e Mimmo Bonanno, al momento fuori nomi importanti: Ciccio Curcio, Liliana Modica, Carlo Abate e Guglielmo Catalioto).2 seggi a CON FRANCANTONIO PER MESSINA (Giorgio Caprì e Marcello Capillo, al momento esclusi Nazareno Foti e Maurizio Arcigli), 1 a PD DEMOCRATICI PER MESSINA GENOVESE SINDACO (che dovrebbe andare ad uno tra Giacomo Ferrari e Gaetano Gennaro, al momento più indietro Angela Bottari e Clelia Fiore), 1 a V.O.C.E. GENOVESE SINDACO (Elio Sauta) e 4 a GENOVESE SINDACO (Emilia Barrile, Santi Zuccarello, Maurizio Mangraviti e Carmelo Ruzzo, ma si insinuano anche Simona Contestabile e Michele Giannetto). Tutte le altre liste in corsa, al di là dei due seggi che Fabio D’Amore occuperà con la lista Risorgimento Messinese (fino a questo momento i due fondatori Fabio D’Amore e Carmelo Briguglio cederebbero il posto a Francesco Berenato e Salvatore Serra), non hanno raccolto voti sufficienti per avere rappresentanza in Consiglio Comunale.Adesso ritorniamo alle presunte irregolarità. Partiamo dalla comunicazione ufficiale che giunge poco prima delle 14: «Il magistrato Ferdinando Licata del Tribunale di Messina, nella qualità di presidente dell’Ufficio centrale elettorale, riunito a palazzo Zanca, ha completato la verifica del voto per l’elezione a sindaco. Il candidato Giuseppe Buzzanca, che ha riportato 73.580 voti pari al 50,97 per cento, oggi pomeriggio, alle ore 18, sarà proclamato ufficialmente sindaco di Messina. L’insediamento del neo sindaco si terrà domattina a palazzo Zanca, alle ore 10, con lo scambio delle consegne con il commissario Gaspare Sinatra, che rimarrà commissario regionale con i poteri del Consiglio, dovendo, entro 15 giorni dalla proclamazione degli eletti, procedere alla convocazione del Consiglio comunale». Questa la squadra di assessori che lo affiancherà: Elvira Amata (Fi), già assessore nella prima, breve esperienza di Buzzanca al Comune, Pietro Currò, esperto di risanamento e voce in giunta del Partito repubblicano, Igor Maurizio Germanà (Fi), rappresentante della famiglia che ha prodotto finora due deputati nazionali, Basilio e il figlio Nino, che ne ha preso il posto, Giuseppe Isgrò, uomo di Forza Italia in quota a Roberto Corona, Francesco Mondello, unico membro dell’Udc, Carmelo Santalco (forse vicesindaco), Pippo Previti, una vita in politica anche come consigliere comunale, in quota all’Mpa e in particolare vicino a Lo Monte, Pippo Rao, coordinatore cittadino di Forza Italia, e Anna Retto, anche lei dell’Mpa ma più vicina politicamente a Cateno De Luca.Enunciate queste dichiarazioni la macchina elettorale però viene paralizzata e finisce al vaglio della Procura. L’inchiesta della magistratura è già partita. Primo aspetto da chiarire: che cosa è accaduto nelle ore drammatiche dello spoglio? Che cosa ha provocato i ritardi che hanno completamente stoppato le operazioni partite lunedì alle 15 in 254 sezioni cittadine? Il Procuratore aggiunto Pino Siciliano ha sentito a Palazzo di Giustizia il dirigente dell’ufficio elettorale del Comune, Carmelo Altomonte in qualità di persona informata sui fatti. Altomonte ha confermato che all’origine delle gravi carenze ci sono state l’inesperienza di molti presidenti di seggi e scrutatori e la scarsa conoscenza di regolamenti già piuttosto complicati. C’è un particolare fondamentale sul quale si accentra l’attenzione del Procuratore: scoprire se i ritardi e le incongruenze siano da attribuire ad errori o a dolo. Una differenza decisiva perchè nel primo caso tutto verrebbe archiviato senza alcuna conseguenza. Nel secondo potrebbe accadere di tutto a cominciare dal riconteggio delle schede. Solo se dovesse emergere il dolo, da parte di presidenti o scrutatori, allora si potrebbe giungere a conclusioni estreme come l’annullamento delle elezioni. Ma per giungere a questo provvedimento è necessario che l’insieme degli errori sia tale da incidere sull’esito finale della competizione elettorale. Ma al momento nulla lascia intravedere questa ipotesi. Tra l’interminabile serie di errori ed omissioni ci sono 2 candidati che presentano un esposto in Procura : si tratta dell’ex presidente dell’Istituzione dei Servizi sociali Elio Sauta e Carmelo Costa, della lista Voce. I due chiedono «il sequestro immediato delle schede elettorali e dell’intera documentazione inerente le operazioni di voto sia dei seggi corrispondenti alle sezioni cittadine, sia gli atti collegati anteriori, contemporanei e successivi», oltre all’avvio di «un’inchiesta giudiziaria ai fini di mettere in luce eventuali irregolarità e vizi inerenti le operazioni elettorali e le eventuali attribuzioni di responsabilità», e infine «ove ritenuto necessario raccordare l’azione giudiziaria qui invocata a quanto già in corso circa la defezione di 67 presidenti di seggio nominati dalla Corte d’appello». In virtù di tutto questo, a Palazzo Zanca si attende da un momento all’altro l’arrivo della polizia per il sequestro degli atti. Tornando all’esposto, Sauta e Costa fanno naturalmente riferimento alla comunicazione fatta dal dirigente del Dipartimento demografico Carmelo Altomonte: «Dette notizie hanno suscitato preoccupazione, aumentata in seguito alla scoperta che sono stati chiamati presso il Seggio centrale del Comune di Messina i presidenti di numerosi seggi, onde compilare e sottoscrivere le pagine bianche dei verbali non compilate e sottoscritte al momento dello spoglio». Il tutto senza la presenza degli altri componenti del seggio e dei rappresentanti di lista. Sempre riguardo all’esposto, scrivono Sauta e Costa, “dalle operazioni elettorali emerga un risultato che non possa poi essere travolto da futuri ricorsi e considerato che oggi stesso si potrebbe procedere alla proclamazione del sindaco ovvero alla convocazione del ballottaggio per la carica di sindaco, considerato che sembra sia sufficiente lo spostamento di circa 1500 voti per arrivare a detta convocazione. Si vuole scongiurare che il nuovo governo cittadino cominci il suo percorso inficiato dal dubbio dell’illegittimità della sua investitura a fronte dei tanti rovesci, voluti o costruiti, che hanno caratterizzato la travagliata storia comunale più recente.” Ai posteri l’ardua sentenza
Ultimo aggiornamento ( venerdì 20 giugno 2008 )

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Una Risposta to “Messina, Buzzanca proclamato sindaco. Ma lo spettro di un altro annullamento fa paura”

  1. antgri Says:

    Spettro brogli?
    Pare sia una tecnica usata anche per le elezioni Nazionali…


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