Chiaiano: la Cava a rischio crollo dopo i rilievi laser-scanner

Blitz dei manifestanti all’Albergo dei Poveri: letto un documento durante la rappresentazione dello spettacolo «Le troiane»

I SONDAGGI

TONIA LIMATOLA Cava di Chiaiaino a rischio crollo: lo provano, secondo gli esperti, i rilievi con il laser-scanner. A piazza Titanìc si continuano a nutrire speranze dopo la presentazione dei rilievi dei tecnici di parte, che continuano a giudicare il sito di Cinque Cercole inadeguato ad ospitare una discarica. In serata una trentina di esponenti del comitato si sono recati all’Albergo dei Poveri in piazza Carlo III, dove era in corso la replica dello spettacolo teatrale «Le troiane», ottenendo dal direttore artistico che una piccola delegazione entrasse a leggere un documento. Il tutto è avvenuto sotto il controllo della polizia. Un’azione di tipo comunicativo: «Questo spettacolo è una delle poche cose che offre Napoli – spiegavano i manifestanti – ci rivolgiamo al mondo della cultura, rimasto un po’ assente riguardo alla questione che riguarda il futuro dell’intera città». La vicenda Chiaiano si arricchisce così di un nuovo elemento che è quello della «pericolosità del sito», sostenuta da una prova tecnica e di cui sarebbe stata trovata una traccia in un crollo di grosse proporzioni accaduto nella stessa zona nel ’99. Secondo gli esperti di parte, c’è un effettivo rischio di cedimento delle pareti tufacee anche a Cinque Cercole. Così prima di aprire la discarica sarebbe necessario investire ingenti risorse per renderla sicura e impermeabile, anche per il percolato. La prova sta in un esame effettuato con una strumentazione laser-scanner che avrebbe evidenziato «senza ombra di dubbio che i fronti di cava di tufo, con particolare riferimento ai più alti che raggiungono anche i settanta metri, non sono in condizioni di sicurezza». Lo sostiene l’ingegnere Angelo Spizuoco, componente della commissione tecnica nominato dai Comuni di Marano, Mugnano, dalla VII Municipalità e dalla commissione Ambiente del Comune. Un esito mostrato anche ai rappresentanti dell’Arpac. L’esperto sottolinea che «esiste una situazione di pericolo che riguarda tutte le pareti tufacee». Quindi non riguarderebbe il singolo blocco che potrebbe staccarsi, ma «un crollo che potrebbe quantificarsi- sostengono gli esperti- anche in migliaia di metri cubi di roccia». Al tavolo tecnico l’affermazione di pericolo non ha trovato smentite dagli altri tecnici e per chi protesta è un buon segno. «La prova tecnica non ha fatto altro che ribadire ciò che diciamo da tempo- interviene il geologo Franco Ortolani – in più, ho potuto affermare che il pericolo non va sottovalutato perché ho trovato prova di un grosso crollo improvviso avvenuto nel ’99 a poche centinaia di metri, in una cava con le stesse aratteristiche». Per gli esperti, il rischio aumenterebbe con la sollecitazione della pioggia. «Sono elementi dei quali non si potrà non tener conto – dice il sindaco di Marano Salvatore Perrotta – anche in termini di analisi costi e benefici. Mettere in sicurezza quella cava significherà un investimento ingente che finirebbe per risultare uno spreco se dovesse servire a fronteggiare per pochi mesi l’emergenza rifiuti».

Il mattino 12 giugno 2008

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