Scandalo rifiuti: emerge dalle intercettazioni una lavorazione fittizia della spazzatura


gli scontri a Chiaiano

Dai capi d’accusa dell’indagine della Procura di Napoli sui rifiuti emerge «un sistema imperniato su una attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia». I rifiuti che uscivano imballati presentavano, secondo i magistrati, «identiche caratteristiche fisico-chimiche» rispetto alla spazzatura d’origine. Dall’inchiesta viene fuori che la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di stabilizzazione, procedura indispensabile per eliminare i cattivi odori e a “igienizzare” la spazzatura. Tempo e denaro sprecati, dunque, per produrre “finte” ecoballe, che in realtà sarebbero state solo spazzatura impacchettata.
Una indagine, quella denominata “rompiballe”, basata in particolare su intercettazioni telefoniche, che ha portato a 25 arresti ai domiciliari, tra cui Marta De Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso. Indagato anche il prefetto di Napoli Alessandro Pansa. Sotto l’obiettivo dei magistrati i vertici di Ecolog (Ferrovie dello Stato) e della Fibe (Impregilo).

Dalle intercettazioni emergerebbe che le ecoballe sono state illecitamente smaltite in discarica: l’involucro plastico veniva lacerato, e camion e trattori passavano più volte sul contenuto, per far apparire il tutto come «un mero scarto composto da inerti» e dunque formalmente autorizzato a finire in discarica. Dall’inchiesta sono emerse anche analisi false per accompagnare questi rifiuti nei siti di smaltimento. Gli inquirenti ritengono che si era instaurata una «consolidata e articolata rete di complicità all’interno della struttura commissariale» da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano «i precisi compiti di vigilanza sulle attività di lavorazione dei rifiuti affidata alle società Fibe e Fisia», dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali. Questo determinava una realtà di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione e illecito smaltimento nelle discariche, «con grave pregiudizio per l’ambiente e la salute pubblica». Al centro dell’inchiesta anche le irregolarità riscontrate nel trasferimento sui treni diretti in Germania dei rifiuti campani.

«Appena cominciamo a vedere qualche risultato, arriva un attacco. Così non è possibile». Questo lo sfogo riportato sul Corriere della Sera del Capo della Protezione Civile e sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, sulla bufera giudiziaria. L’indagine si occupa della composizione delle ecoballe, composte secondo l’accusa di spazzatura non trattata e del trasporto in Germania dell’immondizia. Nelle intercettazioni che riempiono le 643 pagine dell’ordinanza del Gip Rossana Saraceno sulla gestione commissariale dell’emergenza rifiuti fra il 2005 e il 2007 spesso compaiono le esternazioni del sottosegretario all’emergenza Guido Bertolaso o e dei manager delle società impegnate nel servizio. Non poche riguardano il capitolo di Macchia Soprana e i suoi dissapori con il ministero dell’Ambiente, retto allora da Alfonso Pecoraro Scanio, sul sito da destinare a discarica nel salernitano. Bertolaso avrebbe minacciato l’intenzione di lasciare. La raffica di arresti viene vissuta come “un avvertimento”. Il rischio è “di sfasciare tutto” nel momento forse più delicato dell’emergenza rifiuti a Napoli. (N.Co.)

Il sole 24ore 28 maggio 2008

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