Collegno, aggredita una famiglia rom: «Avevano le teste rasate, volevano stuprare mia figlia di 12 anni»

di Wildgreta

Questo non è stato l’assalto ad un campo, ma ad una famiglia rom. Una ventina di uomini con le teste rasate ha cercato di stuprare la figlia dodicenne di questa famiglia che viveva in un camper e non aveva mai fatto male a nessuno. Presa come simbolo dell’odio che in questi ultimi tempi regna in alcune frange di destra del paese, la famiglia ha subito un raid punitivo. Sì, ho detto “di destra” o non si deve parlare di matrice politica? Dobbiamo parlare ancora di “balordi”? Spero che in queste ore qualche esponente del governo si stia domandando se, forse, non si sia sbagliato qualcosa nella comunicazione elettorale e post elettorale.
COLLEGNO 28/05/2008 – «Ci avete rubato tutto, anche i nostri figli! Adesso vedi che cosa facciamo noi alla tua bambina!». Queste le parole di disprezzo pronunciate verso un padre di etnia rom da un energumeno che sabato sera ha tentato di trascinare via e stuprare sua figlia di 12 anni. E, quando l’assalto è stato respinto, in circa 20 ragazzi hanno preso d’assalto il camper. Assediandolo. Battendolo con pugni e bottigliate. Insultando ancor più selvaggiamente i componenti di quella famiglia. Che, fortunatamente, è riuscita a ripartire e a fuggire. Il tutto è accaduto in un luogo tranquillo e soprattutto tra decine di palazzi, in piazza Torello, utilizzata il sabato per il mercato del centro cittadino di Collegno.

I fatti risultano dalla denuncia presentata alla stazione cittadina dei carabinieri poco dopo l’accaduto da Boro Brambilla, 46 anni, rom di padre italiano residente nel campo nomadi di strada della Berlia con la moglie Gabriela, i figli e i nipoti. «Ma da qualche tempo non posso più dormire lì per problemi di salute – racconta l’uomo -. Così passiamo la notte nel camper, io mia moglie e la nostra figlia più piccola». Proprio lei, che chiameremo Diana (il nome è di pura fantasia trattandosi di minorenne), era la vittima predestinata di quel terribile tentativo di violenza. «Da qualche tempo dormivamo in piazza Torello – racconta ancora Boro Brambilla -. Evidentemente a qualcuno non andavamo a genio». Così, probabilmente, è nata l’idea di quello che appare essere un raid punitivo in piena regola. «Ma punitivo di che? – chiede l’uomo – Noi non abbiamo fatto niente…».

Così, sabato alle 22,30 circa, Diana sente bussare con forza alla porta del camper. Pensa che sia sua madre, che tornava dall’ospedale di Venaria dove aveva prestato assistenza a una parente. Apre. Un ragazzo rapato a zero, dell’età presumibile compresa tra 25 e 30 anni, l’afferra per il colletto della maglietta e poi per i capelli. Cerca di trascinarla via, ma lei si regge con le braccia ai sostegni della porta e urla disperata. Il padre, che dormiva, si sveglia. Corre e l’afferra, trascinandola dentro il mezzo. Nel frattempo arriva la madre, che si accorge che vicino al camper ci sono tante persone. Che la insultano pesantemente. Lei prima prova a discuterci, poi capisce che hanno cattive intenzioni e corre nel camper. Intanto due dei ragazzi si slacciano i pantaloni e le mostrano il membro. «Aspettaci che arriviamo», le dicono.

A quel punto i 20 ragazzi prendono delle bottiglie di vetro, chi le ha già e chi dalla spazzatura, e si dirigono verso il mezzo. Lo battono con violenza, gli rompono il parabrezza. Brambilla, disperato, accende il motore e riesce a uscire dall’assedio. Scappa in direzione di via Roma. E una notte che avrebbe potuto essere di tragedia finisce nella vicina caserma dei carabinieri, in piazza 1° Maggio.

Davide Petrizzelli Cronaca qui Milano 28 maggio 2008

Una Risposta to “Collegno, aggredita una famiglia rom: «Avevano le teste rasate, volevano stuprare mia figlia di 12 anni»”

  1. Chicco di senape Says:

    Continua la sottoscrizione al Comunicato Stampa “il volto di ogni uomo è immagine di Dio“ diffuso il 21 maggio.

    Per manifestare il vostro interesse, potete firmate questo testo, inviando una e-mail a chiccodisenape@gmail.com con il vostro nome e cognome e città o lasciando un commento al post.

    Vi invitiamo a diffondere il documento tra gli amici e i colleghi.


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