Scontro alla Camera sulle frequenze tv. Governo battuto in aula. Tutti gli articoli


ROMA – Primo scivolone in aula per l’esecutivo Berlusconi. Il governo è stato infatti battuto alla Camera su un suo emendamento(8.02), relativo alle norme per la tutela della fauna selvatica, contenuto nel disegno di legge per l’attuazione delle norme comunitarie. La proposta di modifica è stata respinta con 240 voti, contro i 238 favorevoli.L’emendamento 8.02 al decreto legge sull’attuazione di obblighi comunitari, chiedeva tra l’altro di aggiungere alla normativa vigente le parole: “Distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonche’ disturbare deliberatamente le specie protette di uccelli”.

Un incidente, peraltro, che si inserisce in una giornata dominata dalle polemiche e dallo scontro durissimo sulle frequenze tv. Alla Camera è in corso la maratona sul decreto ‘salva infrazioni’. Il decreto legge in votazione è quello che da’ attuazione a obblighi e sentenze comunitarie. Sul decreto, eredita’ del governo Prodi, da convertire entro l’8 giugno pena decadenza, e’ battaglia dura tra maggioranza e opposizione: Pd e Idv a colpi di ostruzionismo stanno infatti inchiodando in aula il governo dopo la presentazione -a sorpresa- dell’emendamento sulle frequenze tv (subito ribattezzato ‘salva Rete 4’ dai gruppi di minoranza, visto che andrebbe recepita la sentenza comunitaria che assegna a Europa 7 le frequenze occupate dalla tv Mediaset, destinata al satellite).

Salta del tutto quindi il bon ton tra maggioranza e opposizione sul decreto ‘salva infrazioni’. Pd e Idv (ma non l’Udc) abbandonano infatti l’emiciclo, dopo un primo assaggio di ostruzionismo contro l’emendamento ‘salva Rete 4’, per far mancare il numero legale. Ma il ‘colpaccio’ va a vuoto: il quorum, alla prima votazione, c’è.

Il Pd, con Giovanna Melandri, conferma un’opposizione “severa, intransigente e anche ostruzionistica” a fronte di quello che il ministro ombra definisce un “blitz” della maggioranza perche’ “abbiamo chiesto al governo di ritirare l’emendamento e speriamo con l’ostruzionismo di ‘convincerlo’ a ritirarlo”. Melandri insiste: “Il nostro non e’ un atteggiamento pregiudiziale, abbiamo anche offerto delle soluzioni al governo che non sono state prese in considerazione”, allora si tratta di “ripristinare la legalita’”. E Donadi, capogruppo Idv, oltre a confermare l’ostruzionismo, aggiunge: “Italia dei Valori interessera’ il Capo dello Stato Giorgio Napolitano della vicenda che riguarda l’emendamento ‘salva Rete 4′. Se passa questo emendamento, in Italia e’ a rischio l’uguaglianza dei cittadini e la liberta’ di informazione”.

La maggioranza, da parte sua, difende l’emendamento: “Rete 4 non c’entra nulla con questo provvedimento, lo ribadisco”, ha detto il sottosegretario alla Comunicazione Paolo Romani, che aggiunge: “Vogliamo salvare Rete 4? E’ falso, ho l’impressione che si sia data un’interpretazione sbagliata. L’opposizione si trova in un vicolo cieco e nel merito non sanno piu’ cosa dire”.

Più duro ancora il leghista Roberto Cota: “C’è un’opposizione strumentale e ideologica, bisogna ristabilire la verita’ e dire che questo provvedimento non riguarda Rete4, ma l’intero sistema radiotelevisivo perche’ il precedente governo non ha saputo gestire la materia, per cui l’Unione europea ha dovuto avviare una procedura d’infrazione”.

L’ostruzionismo ha gia’ fatto slittare il voto, ma la contromossa da parte della maggioranza in capigruppo non si e’ fatta attendere: si va avanti a oltranza fino all’approvazione finale. In pratica, se necessario (e ferme restando due brevi ‘finestre’ per l’esame di tre conflitti di attribuzione e alcune interpellanze urgenti), l’aula potra’ lavorare sul decreto -anche ricorrendo a sedute notturne- fino a giovedi’.

Se poi ci sara’ tempo (e la commissione di merito ne avra’ ultimato l’istruttoria), il presidente Gianfranco Fini inserira’ all’ordine del giorno anche il decreto legge (gia’ approvato dal Senato) sul ‘prestito ponte’ per Alitalia.

27 maggio 2008

Governo battuto alla Camera in materia di obblighi comunitari
Palazzo Chigi

Palazzo Chigi
Governo battuto nell’Aula della Camera dove è stato respinto un suo emendamento al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, che contiene, fra l’altro, una norma sulle frequenze tv contestata dall’opposizione. L’emendamento è stato bocciato per due voti: 240 no contro 238 sì. Tre deputati si sono astenuti. 

A  determinare la bocciatura dell’emendamento sulla fauna selvatica e la caccia presentato dal governo al decreto sugli obblighi comunitari sono state le assenze nelle file del Pdl. Al momento del voto, infatti, erano assenti o in missione quasi un terzo dei deputati del Pdl. Il Pd, l’Idv e l’Udc erano invece al gran completo con percentuali di presenza  molto alte.

Secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, l’incidente parlamentare subito dalla maggioranza alla Camera “non riveste natura

Frequenze tv, scontro alla Camera
Respinto il decreto sull’assolvimento degli obblighi comunitari che contiene anche la norma definita dall’opposizione “salva Retequattro”. Il sottosegretario Romani minimizza: “disattenzione di alcuni deputati”. Se ne riparla domani

La bocciatura dell’emendamento del governo al dl Ue in materia di fauna selvatica è solo un incidente. Non rappresenta un segnale politico nè preoccupa per la tenuta della maggioranza, ‘inchiodata’ in Aula alla Camera  dall’ostruzionismo dell’opposizione contro l’emendamento in materia di frequenze tv. E’ questa la lettura del sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani al mancato via libera al provvedimento.

MAGGIORANZA DISORGANIZZATA “Non ci vedo segnali di alcun tipo, non è un problema politico”, ha risposto Romani alle domande dei cronisti in sala stampa. “Più che un ‘avvertimento’ da parte dell’opposizione, c’è stata una mancata organizzazione da parte della maggioranza: c’è stata una disattenzione di alcuni deputati, che al momento del voto si trovavano fuori dell’Aula e che subito dopo sono rientrati”. Romani ha anche ribadito che “Retequattro non c’entra assolutamente nulla: l’emendamento riguarda il mondo tv digitale, Retequattro trasmette in analogico. Evidentemente una cattiva lettura iniziale del testo ha determinato questa interpretazione assolutamente sbagliata”.

VELTRONI “È la dimostrazione che stanno facendo cose sbagliate, credo che ne siano consapevoli. Le difficoltà alla prima prova importante testimoniano come non basti avere i numeri sulla carta, ma bisogna convincere, si deve maturare. È una forzatura e le forzature hanno le loro contraddizioni”. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni, commentando con i giornalisti, in Transatlantico, la bocciatura dell’emendamento sulla fauna e la caccia, presentato dal governo al decreto sugli adempimenti Ue che contiene anche la norma contestata sulle frequenze tv. 

LE FREQUENZE TV La maggioranza aveva proposto due correzioni all’emendamento per superare l’ostruzionismo dell’opposizione. Riguardano il comma due dell’articolo 8-bis e prevedono, la prima, che le licenze tv individuali già rilasciate siano “convertite” (e non “modificate”) su iniziativa del ministero dello Sviluppo economico e l’altra che la conversione avviene in linea della legge in approvazione e, novità, “della normativa comunitaria”.

ASSENZE IN AULA Sono state le assenze nelle file del Pdl a determinare la bocciatura dell’emendamento sulla fauna selvatica e la caccia presentato dal governo al decreto sugli obblighi comunitari in discussione in Aula alla Camera. Al momento del voto, infatti, erano assenti o in missione quasi un terzo dei deputati del Pdl: circa il 32% (42 in missione e 45 assenti) e il 20% dei parlamentari della Lega (6 in missione e sei assenti).  Il Pd, l’Idv e l’Udc erano invece al gran completo con percentuali di presenza pari rispettivamente all’82, al 93 e al 97%.

Unione Sarda 27 maggio 2008

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