Di Pietro: tutti a piazza Montecitorio martedì 27 contro l’approvazione dell’ennesima legge ad personam

Dal blog di Antonio Di Pietro

Appuntamento martedì 27 ore 15 in piazza Montecitorio
La nostra battaglia per la legalità e il rispetto della sentenza della Corte di Giustizia europea, come di tutte le sentenze, ci vedrà di nuovo in piazza martedì, per contestare l’approvazione dell’emendamento che salverebbe Rete4, proposto dal Governo Berlusconi, in barba a qualsiasi rispetto della legalità, che in ogni altro paese sarebbe ritenuto un oltraggio allo stato di diritto e ai cittadini. Chiunque abbia a cuore la libertà di informazione e il rispetto per la legalità è invitato ad unirsi a noi dell’Italia dei Valori, martedì 27, in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 15, per esprimere la propria disapprovazione nei confronti di quella che sarebbe una nuova, vergognosa, legge ad personam.

Chiaiano: «Gli agenti hanno voluto la violenza a tutti i costi»

il manifesto del 25 Maggio 2008

Il racconto dei feriti: «Stavamo trattando quando è partita la carica. Non c’era bisogno di usare la violenza». In molti hanno scelto di non recarsi in ospedale
Ilaria Urbani
Napoli Non è difficile individuare la stanza del reparto di ortopedia dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, in provincia di Napoli, dove sono ricoverati due dei manifestanti feriti ieri mattina a Chiaiano. Le urla di dolore si sentono da lontano. Vincenzo Gargiulo, muratore di 23 anni e Maurizio Pirozzi, venditore ambulante di 38, si trovano in due letti a pochi passi l’uno dall’altro. Entrambi sono caduti da un muretto di otto metri mentre tentavano di mettersi in salvo dalla violenta carica della polizia e si sono fratturati il tallone. I due saranno operati e ne avranno per un bel po’. Mentre Vincenzo si torce nel letto e non trova la forza per fare uscire la voce, Maurizio è un fiume in piena e ripercorre minuto dopo minuto quell’ora di follia che ha fatto piombare Chiaiano nel caos totale. Vive a Marano a un chilometro dalla cava dove dovrebbe nascere la discarica. Padre di due bambini di 1 e 5 anni. «La polizia ha cercato lo scontro a tutti i costi – racconta Maurizio – i manifestanti stavano trattando con i celerini. Si era detto quattro o cinque agenti in borghese liberano la strada dall’autobus e invece subito è partita la carica. A quel punto ho iniziato a correre, un poliziotto con il casco mi ha preso la telecamera con cui stavo filmando. Sono salito sul muretto per fuggire e sono caduto. Se avessi battuto la testa, molto probabilmente non sarei qui ora. E’ importante dire che nessuno tra i dimostranti cercava la violenza – spiega ancora Maurizio, invalido all’80 % per un problema a un occhio e un enfisema polmonare – ma è impensabile che vogliano costruire la discarica a meno di un chilometro dal centro cittadino. Esistono intere distese di terreno lontane dalle zone abitate, perché proprio a Chiaiano vicino a quattro ospedali e a centinaia di appartamenti?». Intanto Vincenzo mentre aspetta la visita dell’ortopedico, non riesce a smettere di urlare. Le fitte sono lancinanti. Leggi il seguito di questo post »

Chiaiano, la gente: “Avevamo le mani alzate, hanno picchiato anche i bambini e preso a calci le donne”

 

di Wildgreta

Vorrei che nei giornali, oltre al plauso nei confronti del “governo forte”, trovasse posto anche la riflessione. Vorrei che i politici di sinistra o semplicemente intelligenti, cominciassero a riflettere sulle conseguenze che sta assumendo questo atteggiamento scellerato. Il pugno di ferro non ha mai pagato in termini di soluzione dei problemi e, a mio avviso, non pagherà ora. Leggete l’intervista al professor Otolani, trovate in rete altre testimonianze e non accontentatevi degli scarni comunicati di cronisti e politici. La guerra di Chiaiano è solo l’inizio e se nessuno capisce la gravità di ciò che sta accadendo, ho paura di immaginare quali saranno le conseguenze. Conccetti come “Pugno di ferro” “Tolleranza Zero”, oltre ad alimentare la violenza, evocano terribili pagine di storia che credevamo sepolte. Oggi il popolo di Chiaiano parla di “nuovi fascisti”  a proposito del governo e di Bassolino. Eppure il Partito Democratico non ha nulla da dire e Veltroni liquida la faccenda addossando le responsabilità a chi non ha fatto nulla per i rifiuti in passato. Parla di un partito a cui non bisogna chiedere “da dove viene, ma solo dove va” . Un modo per chiamarsi fuori dalle responsabilità? Comunque, la domanda su dove vada il Partito Democratico, me la sono posta anch’io e, sinceramente, non ho ancora trovato una risposta.

Fonte testimonianza gente di Chiaiano: video reporter.it

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