GOVERNO: LE PRIME DICHIARAZIONI E LO SCIVOLONE DELLA MELONI SUL GAY PRIDE

08/05/2008
8 mag. – Una delle prime dichirazioni che ci ha colpito, viene da Giorgia Meloni, neo Ministro per le Politiche Giovanili la quale al termine della cerimonia di giuramento al Quirinale, ha dichiarato che “Credo che il Gay pride non abbia fatto bene. Credo che, anzi, abbia alienato molte simpatie a quel mondo”. aggiungendo inoltre: “Gli omosessuali, devono fare i conti con questo aspetto: se lo faranno per loro sara’ utile”, non ci pare un buon inizio per un neo ministro alle politiche giovanili.
Prima di darvi la rassegna delle dichiarazioni dei neo ministri al termine della cerimonia di giuramento al Quirinale, riteniamo interessante proporvi la dichiarazione di Francesco Cossiga sul neo Ministro alla Giustizia Angelino Alfano:
COSSIGA: ”Sono molto affezionato al giovane ministro della Giustizia Angelino Alfano, figlio di un democristiano e da ragazzo democristiano lui stesso. Ha fatto bene a dichiarare che non ci sara’ nessuna riforma dell’ordinamento della magistratura, perche’ altrimenti si sarebbe ritrovato la moglie arrestata prima ancora che giurasse al Quirinale”.”Alfano – spiega Cossiga – ha detto che nulla vi e’ nel programma, ma anche se vi fosse ci penserebbero i non pochi seguaci di Alfredo Rocco, grande Guardasigilli di Benito Mussolini, a impedire che si renda attuale in Italia la parita’ tra accusa e difesa e la effettiva terzieta’ del giudice nell’unico modo possibile e proprio di tutti gli ordinamenti occidentali, cioe’ con la divisione tra Pm e giudici”.

”Il mio consiglio ad Alfano – dice l’ex capo dello Stato – e’ di introdurre subito l’unico provvedimento che la gran parte dei magistrati (per fortuna non tutti) considerano essenziale per la Giustizia: l’aumento, meglio se al doppio, degli stipendi. E poi, avendo gia’ attuato l’avanzamento per anzianita’ senza demerito, quello che e’ il vero obiettivo dell’Anm: l’avanzamento di carriera soltanto per anzianita’ anche in caso di demerito, in vista del traguardo finale: l’anzianita’ congiunta al demerito”.

”Avanti tutta che forse riusciremo a introdurre il principio proprio dei regimi autoritari e dell’inquisizione cattolica e calvinista: quello della presunzione di colpevolezza. Forza Angelino che ce la fai! E se mi dai retta, trasferisci subito la residenza di tua moglie a Roma per sottrarla alla competenza della Procura di Palermo”. (ANSA).

“In Italia il ministro della Giustizia non conta nulla, e infatti l’unico consiglio che ho potuto dare ad Alfano e’ quello di aumentare gli stipendi”.

A riprova delle sue affermazioni, poi, Cossiga racconta un episodio che visse di persona quando era presidente della Repubblica (dal 1985 al 1992): “Partecipammo con il nostro ministro della Giustizia e il nostro procuratore generale al primo incontro tra i ministri europei ad Amsterdam. Ma i nostri rappresentanti furono invitati a lasciare la seduta, e a prendere parte al giro dei Paesi Bassi organizzato per le signore dei ministri presenti”.

Insomma, il ministro della Giustizia italiana fu trattato “come se non contasse nulla”. La spiegazione di questa scarsa considerazione consiste, per Cossiga, nel fatto che “negli altri Paesi i pubblici ministeri e i procuratori generali sono alle dipendenze del ministro, e in Francia lo stesso ministro puo’ addirittura dare l’ordine di non esercitare un’azione legale o di ritirarla se questa e’ gia’ partita”. Per questo, conclude Cossiga, “ho intenzione di proporre che per la Giustizia si istituisca semplicemente un sottosegretariato”.

LE DICHIARAZIONI DEI NEO MINISTRI

BOSSI – Lasciare l’80% dell’Iva e il 15% dell’Irpef alle regioni. Umberto Bossi entrando nel salone delle feste per il giuramento a ministro delle Riforme annuncia che fara’ riferimento alla norma “votata dal consiglio regionale lombardo” che prevede la destinazione di 4 quinti dell’imposta sul valore aggiunto e il 15% dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alle regioni, “altrimenti tutti i giorni staro’ a litigare”.

Bossi, parlando in generale del federalismo fiscale spiega che bisogna “capire dove pescare i soldi perche’ quando incontri le regioni tutte le volte litighi”. Il problema, aggiunge Bossi, “non e’ la collaborazione ma le richieste. Sono fiducioso”.

“Il primo problema e’ quello del federalismo fiscale, capire dove pescare i soldi”. Lo dice Umberto Bossi, nuovo ministro delle Riforme, arrivando nel salone delle feste al Quirinale.

ZAIA – ”Non ho saliva, sono molto emozionato, gli italiani hanno posto molte aspettative, ora c’e’ solo un’alternativa: rimboccarsi le maniche”. Lo ha detto il neoministro delle Politiche Agricole e forestali Luca Zaia, entrando nel salone dove si e’ svolta la cerimonia del giuramento. ”Stiano tranquilli quelli che sono preoccupati. Io continuero’ a stare in mezzo alla gente”. Martedi’, ha annunciato Zaia, ci sara’ il passaggio di consegne con l’ex ministro Paolo De Castro.

Zaia ha sottolineato che ”sono molte le partite aperte, sia a livello comunitario che a livello nazionale, come quelle del vino e del latte”.

A chi gli chiedeva un parere su Bossi, Zaia ha risposto: ”E’ il capo, colui che ha avuto la magnifica idea di avere la rappresentanza al Nord”. aggiungendo inoltre: ”Sono orgoglioso di far parte di una squadra di Governo che ha come obiettivo strategico il federalismo, cioe’ il cuore della proposta leghista. Proposta che si rivelera’ una straoprdinaria opportunita’ di sviluppo anche per il Mezzogiorno”.

“In questo governo – ha detto Zaia – il Nord e’ ben rappresentato, segno di un cambiamento radicale di linguaggi, stili e obiettivi. Il comparto agricolo nazionale e’ l’ossatura di tutto il sistema, ma occorre difenderlo: dagli eccessi dei burocrati europei, da chi non ha ancora compreso che qualita’ significa garanzia della salute pubblica e del Made in Italy, dall’aggressivita’ e dalla concorrenza asimmetrica del mercato globale. L’agricoltura va posta, con forza e con competenza, nell’agenda delle priorita’ strategiche: questo e’ cio’ che chiedono tutte le componenti del mondo agricolo. Voglio che gli agricoltori, le aziende, le associazioni e l’opinione pubblica sappiano che cammineremo insieme e ci sporcheremo le scarpe di terra per rivoltare e migliorare le politiche su questo straordinario patrimonio che ci e’ stato affidato”.

MARONI – ”Sono felice di tornare al Viminale dove ho vissuto una breve ma intensa esperienza 14 anni fa”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, al termine del giuramento al Quirinale. Il Viminale, ha sottolineato Maroni, ”e’ un ministero solido e molto efficiente, dove trovero’ persone che ho gia’ conosciuto e che hanno grande professionalita”’

Sul pacchetto sicurezza “abbiamo gia’ le idee chiare”. Lo ha affermato il neo ministro degli Interni, Roberto Maroni, al termine della cerimonia del giuramento del quarto esecutivo Berlusconi. Gia’ la prossima settimana, ha spiegato, ci saranno una serie di riunioni con i ministri degli Esteri, degli Interni, oltreche’ il Viminale, per mettere a punto un pacchetto di misure.

MATTEOLI – ”Il ponte sullo stretto di Messina serve perche’ ha come conseguenza l’ammodernamento delle infrastrutture siciliane”. Lo afferma il neo ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, dopo la cerimonia del giuramento al Quirinale.

LA RUSSA – Ogni decisione relativa alla missione italiana in Afghanistan “sara’ presa dopo che avro’ sentito il mio predecessore, che e’ stato un buon ministro del Governo Prodi, e i vertici delle Forze Armate”. Lo ha detto il neo ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine del giuramento al Quirinale.

“Emozionato no, ma e’ un momento importante nella vita di una persona” Lo dice Ignazio La Russa, ministro della Difesa, al termine del giuramento al Quirinale. “Ci sono aspettative altissime, ora dobbiamo dimostrare di fare bene -aggiunge- Vorrei che le forze dell’ordine fossero considerate un po’ piu’ baluardo nazionale”. La Russa scherza: “nessuna scaramanzia, dopo tanti anni di vita politica. Mi auguro che Fiorello continui la sua imitazione, e’ bravissimo”.

Infine, La Russa rivela un retroscena: “Con Berlusconi avevo fatto una scommessa, che non ho mai accettato, di tagliarmi la barba in caso di vittoria ampia e se fossi diventato ministro. Oggi gli ho detto che l’ho solo accorciata moltissimo. Non posso fare altrimenti, mi aspettano gli alpini

”Spero di dare alle forze armate la possibilita’ di dare ancora di piu’ i valori che esse rappresentano alle giovani generazioni. Si tratta di valori importanti: l’amore per la patria, per la democrazia, per l’indipendenza della nazione e per la sicurezza internazionale. Se riusciamo a far si’ che i giovani nutrino un po’ di questi valori, vuol dire che avremo fatto un ottimo servizio”.

RONCHI – “Un’emozione molto forte, un grande senso di responsabilita’ e un dovere verso la nazione. Ce la metteremo tutta per non deludere le attese e servire la nostra Italia”.

Cosi’ Andrea Ronchi, ministro delle Politiche comunitarie, manifesta le sue sensazioni al termine del giuramento del nuovo governo al Quirinale.

L’esponente dell’esecutivo risponde deciso a chi gli fa notare che, guardando la provenienza geografica di molti ministri, questo e’ un governo che parla lombardo-veneto: “Il governo -replica Ronchi- parla italiano”. Infine una battuta sul ‘governo ombra’ annunciato dal Pd: “Stanno in ombra e non si vedono”.

ROTONDI – “Il mio e’ un ministero di raccordo. Saro’ il gran sacerdote del sacramento che e’ il programma di governo”. Questo il commento del neo ministro dell’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi (Dca), al termine della cerimonia del giuramento al Quirinale.

SACCONI – Detassazione degli straordinari al primo Consiglio dei Ministri? “Non posso dire in questo momento quando, ma molto presto ci sara’ un provvedimento in questo senso”.

FRATTINI – L’ingresso del Pdl nel Partito popolare europeo “e’ il nostro obiettivo, i nostri candidati hanno in qualche modo sottoscritto la carta dei valori del Ppe”. A dirlo e’ stato il ministro degli Esteri Franco Frattini, sottolineando come “per la prima volta i candidati di un partito che nasce dall’aggregazione di altri si ritrovano su una carta dei valori comune”.

FITTO – Il primo Consiglio dei ministri si e’ svolto all’insegna della “consapevolezza di quanto il precedente governo abbia deluso gli italiani e delle conseguenti aspettative che hanno nei nostri confronti. Che cercheremo di onorare sulla base degli impegni presi con loro in campagna elettorale”. Lo ha detto il ministro degli Affari regionali, Raffele Fitto, lasciando palazzo Chigi. Sull’atmosfera del primo Cdm e sul saluto d’esordio di Silvio Berlusconi tra i ministri del suo quarto governo Fitto si e’ limitato a dire: “C’e’ un bel clima, e c’e’ una grande aspettativa nei nostri riguardi”.

CALDEROLI – ”Tagliare, tagliare, tagliare”. E’ questo lo slogan, ma anche il programma che si accinge a realizzare il neo ministro per la Semplificazione delle leggi, Roberto Calderoli, a cominciare – come ha spiegato lo stesso esponente leghista – ”da quelle inutili, denunciate da destra e da sinistra, ma sempre rimaste li’. Se nel giro di qualche giorno non riusciamo a tagliarle – ha aggiunto Calderoli – allora siamo davvero noi da essere tagliati”. A chi gli chiedeva se in questa azione intende usare il bisturi o l’accetta, Calderoli ha risposto: ”Venendo dalla chirurgia, usero’ il bisturi e le forbici. Ma anche qualche colpo di martello se servira”

Clandestino web 8 maggio 2008

2 Risposte to “GOVERNO: LE PRIME DICHIARAZIONI E LO SCIVOLONE DELLA MELONI SUL GAY PRIDE”

  1. andy Says:

    Veramente le dichiarazioni della Meloni sono precedenti alla nomina, visto che le ha rilasciate a klaus davi per klauscondicio, come una veloce ricerca sul web ti potrà dimostrare. Detto ciò, a me non sembrano proprio uno scivolone, anzi.
    Ha ragione. I gay vogliono essere considerati, giustamente, persone normali, come tutte le altre. Allora perché per chiedere questa affermazione di diritti si devono mostrare come clown o, peggio, indulgere in atteggiamenti oggettivamente spiacevoli, al di là che chi li adotta sia etero o meno?

  2. wildgreta Says:

    Il Gay Pride non è soltanto folclore e le rivendicazioni che rappresenta sono molto serie. Se la Meloni lo abbia detto prima o dopo è ininfluente. Un ministro dovrebbe avere un tipo di comunicazione con i media e il pubblico di livello superiore. La Meloni parla come migliaia di altre persone, e allora chiunque può fare il ministro, anche i nostri vicini di casa.


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