Giovani della libertà

 

 Stefano Olivieri,   06 maggio 2008, 13:19

La lettera     Un paese democratico deve reprime con fermezza la violenza pubblicizzando le regole del vivere civile ispirate alla giustizia, alla tolleranza, alla solidarietà umana

Mi rivolgo a tutti coloro che non sono mai stati fascisti e neanche razzisti, ma che si sentono sempre meno sicuri nelle loro case, nelle strade e nelle piazze delle loro città e hanno paura, e chiedono più sicurezza. Mi rivolgo a quanti – e sono certo siano tanti, la maggioranza del popolo italiano che certi orrori li ha ben conosciuti – ritengono si debba con fermezza assoluta, con meno chiacchiere bensì con decisioni e atti certi delle istituzioni democratiche, recidere sul nascere ogni più tenue fermento neonazista che si manifesti nel nostro paese, per evitare che divampi e uccida un inerme. Quando fascismo e xenofobia si incontrano e flirtano, mettendo sotto braccio il sindaco alla fiamma tricolore, parlare di un pericolo nazista è molto più di una eventualità. Leggi il seguito di questo post »

Arrestati gli ultimi due picchiatori di Nicola

Arrestati gli ultimi due picchiatori di Nicola

 

Il luogo dell'aggressione a Nicola Tommasoli
Il luogo dell’aggressione a Nicola Tommasoli

Milano, 6 maggio 2008

Hanno fatto tappa in Austria, in Germania e successivamente in Inghilterra Federico Perini 20 anni e Nicolo’ Veneri, 19 anni, gli ultimi due giovani del gruppo ricercati  e accusati di aver picchiato a morte Nicola Tommasoli a Verona. I due sarebbero fuggiti dopo l’episodio a bordo di un’automobile diretti a Innsbruck, per poi raggiungere successivamente Monaco di Baviera. Di li’ avrebbero preso un aereo diretto a Londra. A quel punto, sottoposti anche alla pressione della Digos che era ormai sulle loro tracce, si sono convinti a rientrare in Italia con un volo Ryanair che e’ atterrato ieri sera alle 23.40 all’aeroporto di Orio Al Serio (Bergamo). E’ li’, che i due, giunti in Italia, sono stati presi in consegna dal personale della questura di Verona.

Una volta a Verona, Perini e Veneri saranno sentiti dal pm che ha coordinato l’inchiesta sulla tragica vicenda che, dopo cinque giorni di agonia, si è conclusa con la morte ieri pomeriggio del disegnatore industriale nell’ospedale di Verona.

Le indagini, anche grazie alla visione delle immagini registrate di alcune telecamere presenti nella zona del pestaggio, si erano sin dai primi momenti indirizzate verso alcuni giovani simpatizzanti della destra estrema.

Molte scuole veronesi si sonofermate questa mattina per ricordare Nicola Tommasoli, il ragazzo picchiato a morte in pieno centro la notte del primo maggio da una banda di teppisti di estrema destra.

In alcuni istituti superiori gli studenti sono rimasti fuori dalle aule in segno di lutto, poi si sono riuniti in assemblea per discutere del fenomeno della violenza tra i giovani. Unanime la condanna, ma anche il netto rifiuto dell’etichetta di citta’ fascista dato a Verona dopo la brutale aggressione.
Sconcerto e sgomento al liceo Classico “Maffei”, la scuola frequentata da Raffaele Dalle Donne, il primo ragazzo a costituirsi ammettendo di avere partecipato al pestaggio di Tommasoli: le idee politiche di “Raffa” erano note a scuola, ma non avevano mai creato problemi.

Rai News 6 maggio 2008

Redditi on line, stop definitivo. Il Garante: “Diffusione illegittima”

redazione Martedì 6 Maggio 2008 alle 16:20

Illegittima, perché in contrasto con la normativa in materia. Così ha stabilito il Garante per la privacy in merito alla diffusione online delle dichiarazioni dei contribuenti relative al 2005 da parte dell’Agenzia delle Entrate. Leggi il seguito di questo post »

Redditi on line, verso i primi indagati

Dalla relazione delle Entrate emergono i responsabili della pubblicazione delle dichiarazioni 2005 dei contribuenti italiani. Il parere di illegittimità del Garante acquisito dalla procura.
Sono previste a breve le prime iscrizioni nel registro degli indagati per la pubblicazione in rete dei redditi 2005 degli italiani. Dalla documentazione attualmente nelle mani degli inquirenti, e in particolare la copia dell’autorizzazione alla pubblicazione firmata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Massimo Romano, emerge infatti una ricostruzione che consente già di attribuire ruoli e responsabilità nella vicenda. Dopo le iscrizioni gli inquirenti cominceranno la tornata di interrogatori per ascoltare le versioni dei soggetti coinvolti. Intanto il parere dell’Autorità Garante per la privacy sulla pubblicazione online degli elenchi ,sarà acquisito dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta per violazione della privacy. Il procuratore aggiunto della repubblica Franco Ionta ed il sostituto Francesco Polino, titolari degli accertamenti, chiederanno all’Authority copia del provvedimento con il quale hanno dichiarato l’illegittimità della messa in rete dei dati.

EBAY, NESSUNO HA COMPRATO C’è intanto una schiarita sulla vicenda dell’inserzione su eBay per la vendita di un cd-rom con i redditi pubblicati dalle Entrate. La stessa eBay precisa che “L’inserzione a cui si riferisce l’associazione Telefono Antiplagio è stata visibile per poche ore sul sito e non ha condotto ad alcun acquisto”. Leggi il seguito di questo post »

Governo: Napolitano incontra Berlusconi, iniziate le consultazioni

Nazionale – Mezz’ora è durato l’incontro al Quirinale tra il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi e il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Ad accompagnare il Cavaliere Gianni Letta.

Alle 13.40 il leader del Pdl è rientrato a Palazzo Grazioli, mentre alle 16 hanno preso il via le consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo che, stando a quanto emerso nella capigruppo di Montecitorio, dovrebbe presentarsi lunedì alla Camera mentre martedì l’Aula voterebbe la fiducia.

Come da calendario, il primo a salire sul Colle è stato il presidente del Senato Renato Schifani seguito successivamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini.

Sul versante toto-ministri sembrerebbe che alla Lega vadano quattro ministeri: due con portafoglio (Roberto Maroni e Luca Zaia, rispettivamente all’Interno e all’Agricoltura) e due senza, Calderoli e Umberto Bossi. Il senatur si occuperà di ”federalismo e autonomia”, mentre per Calderoli ”è stato elaborato un nuovo ministero”, una ”cosa buona attesa da tutti gli italiani”.
Continua poi la trattativa sul Welfare. Il leader del Pdl sarebbe determinato a tenere per Forza Italia il dicastero dello Stato sociale (in pole ci sono Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi) e quello della Giustizia. Per la carica di Guardasigilli il più papabile resta Angelino Alfano, ma il nodo è ancora da sciogliere.
Confermato Roberto Castelli viceministro alle Infrastrutture.

Modena 2000 6 maggio 2008

An vuole il Welfare, altro che governo PDL

“Non siamo disposti a rinunciare al ministero del Welfare”. Più che una dichiarazione quella di Alleanza nazionale, sembra una minaccia. Ad An proprio non ci stanno a rinunciare al terzo ministero. In fondo fanno capire era stato deciso così subito dopo la vittoria del PDL lo scorso 14 aprile e prima del ballottaggio che ha portato Gianni Alemanno a diventare sindaco di Roma. Ignazio La Russa, che nel nuovo governo Berlusconi ricoprirà probabilmente la carica di Ministro della Difesa salvo impensabili imprevisti, lo ripete: il Welfare spetta ad An e che An in questo senso non ammette no.
Rincara la dose Gianni Alemanno che il terzo dicastero con portafoglio, al quale era candidato prima della sua elezione a sindaco di Roma, dovrà avere un ministro di An, oltre alla Difesa e all’Infrastrutture con Matteoli. Fa molto di più il neo sindaco di Roma: fa nomi e cognomi di un eventuale ministro, fa pesare il ruolo avuto An nella vittoria del PDL alle recenti elezioni politiche, fa scatenare un vero terremoto sia nelle fila del suo partito che in quelle del PDL.Insomma Alemanno chiarisce che la vittoria di Roma non cambia le carte in tavola e che Berlusconi dovrà rispettare i patti. Certo le recenti dichiarazioni di Alemanno & Co fanno pensare che An, nonostante le continue dichiarazioni di Fini di un suo presunto confluire nel PDL, sia viva e vegeta e che voglia la sua parte nella formazione del nuovo governo. Sulla base di questi presupposti Alemanno ha prima fatto il nome di Roberto Mantovano, poi in un secondo comunicato ha candidato Andrea Ronchi. In questo modo il sindacoo fa pesare molto la sua carica che, almeno secondo lui, lo mette nella posizione di poter dettare condizioni al premier Berlusconi. E non perde tempo in questo senso proponendo anche la Meloni ad un ministero senza portafoglio come le politiche giovanili e Francesco Cognetti, noto oncologo, al Ministero della salute.
Ma il suo chiodo fisso, come di tutta A,n è e resta il Welfare. Così ospite di “Domenica in” ha rilanciato la questione dov’è scoppiato un vero e proprio putiferio visto che in un ulteriore comunicato Alemanno ha dovuto fare qualche passo indietro
“Non ho avanzato alcuna candidatura al Welfare, non sta a me entrare nel toto ministri. E’ compito del presidente Berlusconi definire la squadra di governo da presentare al Capo dello stato”. Poi, senza tener contro delle precedenti dichiarazioni spiega che “per quanto riguarda il Welfare la candidatura espressa da Alleanza nazionale è quella del portavoce Andrea Ronchi”.

Una vera e propria limatura nei toni e nelle parole ma Alemanno e tutto il suo partito non mollano questo pressing sul premier Berlusconi che presenterà il Governo. Fini sulla questione non interviene, come se An dopo la sua nuova investitura a Presidente della camera, non lo riguardasse più, ma ci torna La Russa tentando di smorzare i toni della debacle e precisando che l’uscita di An non era un di certo aut aut, comunque il Welfare spetta ad An e su questo intendono lavorare.
Welfare o non Welfare la questione appare quanto mai chiara: il PDL non è un partito ma un cartello elettorale e come tale mostra tutte le sue contraddizioni. La più evidente è che al suo interno si stiano già formando tante correnti, che toglieranno stabilità ed equilibrio al terzo mandato di Belusconi.

Ora la palla passa proprio a lui, a Silvio Berlusconi, che dovrà tenere conto delle aspettative e del peso di An, anche se ancora qualche giorno per decidere e confrontarsi. Bisogna capire se ne parlerà con Fini o con Alemanno, che forte della sua nuova e prestigiosa carica, fa’immaginare che d’ora in poi avrà sempre l’ultima parola. E difatti non perde tempo. Se dentro il PDL – dichiara Alemanno ai giornalisti accorsi in Abruzzo per un seminario rivolto ai giovani di An, Fi e Dc simbolicamente intitolato “Il ritorno delle elite” – non si avvierà un percorso veramente partecipato, allora è meglio pensare a un patto federativo”. Vedremo cosa succederà.

Nel frattempo, è stato il neocapogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri a confermare che An non ha alcuna intenzione di rinunciare al ministero del Welfare, sottolineando come il partito di Gianfranco Fini abbia ottenuto un grande consenso a destra. “Abbiamo posto la nostra candidatura in maniera seria e alla luce del sole e ci auguriamo che sia accolta”.

L’uNITà 5 MAGGIO 2008

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