Al via la XVI legislatura: il bacio

 

                              

    29 aprile 2008

      Dell’Utri e Cuffaro si baciano in aula

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Schifani: la seconda carica dello stato

 

Di seguito due articoli dal web, il primo è di Giuseppe Morello di Affari Italiani e il secondo è del quotidiano spagnolo El Pais. Dell’ultima parte dell’articolo,  forse la più interessante, c’è la traduzione fatta da un blogger  (polimetosirapi.blogspot.com) di un articolo del quotidiano spagnolo El Pais dal quale apprendiamo notizie sul passato dell’avvocato divenuto oggi presidente del senato.

Fenomenologia di Schifani

Martedí 29.04.2008 17:43

Di Giuseppe Morello

Dunque, la seconda carica dello Stato è Renato Schifani, che per alcuni porta già nel cognome un giudizio estetico, ma sarebbe troppo facile elencare tutte le doti che il presidente del Senato non ha. Non è autorevole né simpatico, in tv sa essere prepotente e molesto, non è acuto né brillante né arguto, alterna un italiano avvocatesco (quando discetta) a uno stile corrivo e grossolano (quando polemizza), e infine non è nemmeno esteticamente gradevole, anche dopo che, su consiglio di Berlusconi, ha cercato di fare il grande salto mutilandosi del riporto e cambiando occhiali. Leggi il seguito di questo post »

Ad Afragola (na) il primo consigliere Pdl arrestato della nuova legislatura

                                   martedì, 29 aprile 2008

Un’ indagine sul voto di scambio ha portato ad Afragola (Napoli), uno dei comuni al di sopra dei 50.000 abitanti in cui si è votato in Campania, all’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti di un neo consigliere comunale, Raffaele Iazzetta di 24 anni, eletto due settimane fa nelle liste del Pdl con oltre 500 preferenze. Gli agenti del commissariato di Afragola hanno denunciato inoltre due persone: il padre di Iazzetta, Francesco di 51 anni, per voto di scambio, e un conoscente, R.D.B., di 34, per sostituzione di persona e per aver turbato il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali. I poliziotti hanno accertato che R.D.B., un conoscente di Francesco Iazzetta, dopo aver già votato domenica, si è presentato nuovamente il giorno dopo nel seggio elettorale allestito nell’Istituto Castaldo esibendo un certificato elettorale intestato ad un suo amico. Privo del documento di riconoscimento, ha tentato di votare una seconda volta venendo subito bloccato dalla polizia che presidiava i seggi. Interrogato dagli inquirenti l’uomo ha ammesso che il padre di Iazzetta gli aveva detto che se fosse stato eletto sindaco il candidato del Pdl, Enzo Nespoli, sarebbe stato possibile trovargli un posto di lavoro grazie anche all’interessamento di alcuni politici. Leggi il seguito di questo post »

Stupro La Storta, interrogatori in procura. Gasparri promette: “Parleremo dello “stile di vita di Bettini”

Di Wildgreta:

Non ho capito se quella di Gasparri sia una minaccia o cosa (sempre che le agenzie abbiano riportato fedelmente le sue parole) e non ho la più pallida idea di quale sia lo stile di vita di Goffedo Bettini, numero 2 del PD. Non ho neppure capito come mai dia tanto fastidio l’indagine sullo stupro della studentessa a Roma. Se gli uomini vicini ad Alemanno o ad AN non c’entrano nulla, non c’è motivo di preoccuparsi. Il “nulla” non è perseguibile, nè moralmente nè legalmente.

ROMA: STUPRO LA STORTA, INTERROGATORI IN PROCURA
Roma, 29 apr. – (Adnkronos) – Alcuni romeni, tra i quali due donne, sono stati interrogati oggi dal pubblico ministero di Roma Maria Monteleone, nell’ambito dell’inchiesta su Joan Rus, l’uomo che la sera del 16 aprile scorso, nei pressi della stazione ‘La Storta’ ha aggredito, stuprato e ferito una studentessa universitaria del Lesotho. Massimo riserbo sulle dichiarazioni fatte dalle persone interrogate, visto che tutti verbali sono stati secretati. Gia’ ieri il pubblico ministero Monteleone aveva interrogato la ragazza aggredita da Rus, ma anche sulle sue dichiarazioni continua a essere mantenuto il piu’ stretto riserbo. (Saz/Gs/Adnkronos)

29-APR-08 14:29

 Gasparri: «Prometto: parleremo di stili di vita di Bettini»

ROMA (28 aprile) – «L’unico che spero non abbia più gestione di potere è Goffredo Bettini. Parleremo di stili di vita di Bettini, questa è una mia promessa». Lo ha detto l’esponente del Pdl Maurizio Gasparri arrivando in piazza del Campidoglio per festeggiare la vittoria di Gianni Alemanno.

«Bettini ha detto: “non parliamo degli stili di vita” – ha continuato Gasparri – la mia promessa è che parlerò degli stili di vita di Bettini», ha sottolineato l’esponente di An. «Qualche sassolino nella scarpa dobbiamo togliercelo, come quello di chi ha detto che lo stupro della Storta era inventato. Non bastano le dimissioni di uno dell’ufficio stampa della Bindi, occorre che lei chieda scusa per i suoi collaboratori», ha aggiunto Gasparri.

Il Messaggero 29 aprile 2008

Alla Camera fumata nera per Fini. Eletti e ripescati

 
Roma, 29 aprile 2008 – Prima ‘fumata nera’ nell’aula di Montecitorio per l’elezione del presidente della Camera. Il quorum necessario dei due terzi dei componenti l’assemblea, infatti, non è stato raggiunto. Gianfranco Fini, candidato di Pdl e Lega, ha avuto 325 voti. Sono state 278, invece, le schede bianche: questa è stata la scelta seguita da Pd, Idv e Udc. Le schede nulle sono state 6. I voti dispersi 12, perchè ci sono state schede singole con i nomi, tra gli altri, di Alemanno, Bonino (non è stata considerata valida perchè l’esponente radicale non è deputata ma senatrice), Bocchino, Tocci, Narducci, Veltroni. Adesso inizia la seconda votazione per l’elezione del presidente della Camera. Il quorum richiesto per il secondo scrutinio è di due terzi dei voti contando anche le schede bianche e quindi anche in questo caso non sarà raggiunto. Leggi il seguito di questo post »

Senato, Schifani è il nuovo presidente.Alla Camera fumata nera per Fini

Bossi: “I fucili sono sempre caldi”

E’ stato eletto con 178 voti, 4 in più della maggioranza di centrodestra: “Essere garante sarà la mia missione principale”
Roma, 29 aprile 2008 – Renato Schifani e’ stato eletto presidente del Senato al primo scrutinio. Schifani e’ stato eletto presidente di Palazzo Madama con un numero di consensi maggiori a quelli della maggioranza di centrodestra. Il Pdl, infatti, ha al Senato 174 senatori, Schifani ha incassato nel conteggio ufficioso prima del risultato ufficiale 178 voti. Leggi il seguito di questo post »

Veltroni, tutti gli errori del PD: un partito che ha solo un vertice poggiato su un tappeto rosso

             (il compagno Silvio) 

di Wildgreta

La comunicazioni e il linguaggio del Partito Democratico

Innanzitutto, trasformare i termini politici di uso comune  in chiave snob ( o provinciale) ha creato una barriera con le fasce sociali meno elevate culturalmente: la sede del partito diventa il “loft”, la riunione diventa il “caminetto”, il governo ombra lo “shadow cabinet”. E non c’è neppure un bonario, “Walter è fatto così” tra gli elettori del PD, ma soltanto un “Veltroni è un despota” sintesi di giudizio espressa dalla base, che “base” non è, se di colpo il partito si è accorto di avere soltanto un “vertice” che si è ritenuto non avesse bisogno di pilastri su cui reggersi. La annunciata partecipazione di tutti alla costruzione del partito democratico con le primarie, si è rivelata poi una presa in giro. Molte delle personalità di spicco chiamate a raccogliere consensi allora, sono state messe da parte una volta che si è trattato di scegliere le candidature. Ad un professionista toscano che aveva ricevuto moltissimi voti alle primarie, è stato detto:”Mi dispiace, le candidature per le politiche sono blindate”.

Ragazze capolista

Le Walter’Angels sparse un po’ in tutta Italia, hanno scalzato personalità di spicco legate al territorio senza avere nessun merito se non quello di piacere a Walter (in quale senso dovrebbe spiegarcelo lui). E’ stato così nel Lazio e in Campania e forse anche da qualche altra parte.
Ma Walter voleva “rinnovare“, e per farlo, forse ha guardato solo la carta di identità e la fotografia, quasi a dire:”Sei giovane e carina, puoi rappresentare il popolo”. Se le avesse mandate tutte in televisione, avrebbe fatto meno danni a se stesso e al paese.

L’errore di voler piacere a tutti
Con la sua smania di piacere al centro, a sinistra e a destra, Veltroni è riuscito a non piacere quasi a nessuno. Neppure a quelli che nel PD hanno voluto credere comunque, perdonandone anche gli errori. Lo hanno votato in molti, ma più per il bisogno di credere in qualcosa, che per convinzione. Leggi il seguito di questo post »

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