ELEZIONI: VOTO ALL’ESTERO, IN SVIZZERA IN VANTAGGIO VELTRONI. Di Pietro al 9,2%

 

Berna, 15 apr. – (Adnkronos/Ats) – Prosegue molto a rilento lo spoglio del voto degli italiani all’estero che hanno preso parte alle legislative di domenica e lunedi’. Stando a un dato ancora provvisorio (800 seggi su 1300) riguardante il Senato, il Popolo della liberta’ (Pdl) di Berlusconi ottiene il 34,7%, il Partito democratico (Pd) di Veltroni il 34,2. Quindi una sostanziale parita’, al contrario del risultato per la sola Svizzera dove (88 sezioni su 172), il Pd vince con il 46,7% dei consensi, contro il 31,4 del Pdl. La vittoria della coalizione di Veltroni in Svizzera appare assai piu’ netta se si aggiungono i voti dell’Italia dei valori di Antonio di Pietro (9,2%).

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Di Pietro: “Io decisivo, Veltroni mi rispetti”

Il leader dell’Idv: “Un errore cercare di nascondermi”
“Carta canta, il nostro è un risultato eccezionale”

di LIANA MILELLA

 ROMA – “Se c’è un partito che ha vinto quello è l’Idv. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per ottenere la maggioranza e se non ce l’abbiamo in tasca non è colpa nostra”. Poi più avanti: “Il nostro è un risultato eccezionale”. E ancora: “Nel giro di pochi anni, dall’essere il brutto anatroccolo, siamo diventati un tassello fondamentale dell’area riformista per garantire l’alternativa e l’alternanza a Berlusconi”. Antonio Di Pietro non può che essere soddisfatto. I numeri della sua vittoria personale gli arrivano con la prima proiezione delle 15. L’Italia dei valori, dal 2,3% della Camera e dal 2,9 del Senato acquisiti nel 2006, schizza al 5,1 per cento. Col passare delle ore, a palazzo Madama, si attesta al 5. Nel suo quartier generale, in via di Santa Maria in Via a un passo da Montecitorio, l’entusiasmo è alle stelle. Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Silvana Mura quasi stentano a credere ai risultati.

Il fondatore e leader non c’è. La vulgata ufficiale lo vuole a Curno, il paese del bergamasco dove risiede. Ma l’ex pm simbolo di Mani pulite a Repubblica svela dove si nasconde: “Sono a casa a Roma, coi miei figli. Da domani lavorerò “h 24” (nel linguaggio delle scorte significa per tutta la giornata, ndr), ma ora devo dedicare a loro la serata di gioia”. Poi la prima battuta che dà il mood della giornata: “D’adesso in avanti sarà difficile spegnerci”.

Un’ora dopo, quando la tv rende pubblico il primo risultato del Senato in Molise, un’incontenibile esplosione perché l’Idv si attesta al 26,2 e il Pd si ferma al 18,4. Un sorpasso frutto di maratone estenuanti nella sua terra. Subito dopo prevale la freddezza dell’analisi: “Avevo tre senatori, ne eleggo 17. Da 16 deputati ne porto a casa 29 o 30. Carta canta. In un anno e mezzo raddoppiare i voti alla Camera e triplicarli al Senato significa rappresentare una realtà che non può essere annessa, ma una componente fondante di un processo costituente”.


Parole di plauso, ma anche di rampogna per Veltroni: “Gli va dato il grande merito, in due mesi, di aver recuperato 20 punti di distacco e aver condotto il partito al 35 per cento. Gli italiani gli devono essere grati per aver ridotto la frammentazione politica pur privandosi di socialisti e sinistra. Riconosco la sua leadership, ma respingo l’annessione. In Parlamento l’Idv vuole mantenere la sua visibilità. Accetto il gruppo unico, ma si chiami Pd-Idv, condividendo le responsabilità e rispettando le performance di ciascuno”.

Annessione, confluenza, scioglimento. Nel Pd ovviamente. Sono queste le parole cui Di Pietro contrappone “la pari dignità”. Qui si scatena la polemica con Veltroni: “Deve riflettere sul perché, in 40 giorni di campagna elettorale, ha sofferto di una sostanziale dimenticanza. Non ha mai nominato il mio partito, salvo che non lo sollecitassero i giornalisti. Io invece, in ogni comizio, dichiarazione, intervista, ho sempre messo al primo posto l’alleanza, la convergenza nel programma e ho riconosciuto lui come candidato leader, quel ruolo che oggi gli riconosco come capo dell’opposizione”.

Sul futuro Di Pietro non ha dubbi: “Con Veltroni faremo una ferma opposizione per non lasciare il Paese nelle mani di Berlusconi, un capo di governo di cui diffidiamo e che non penserà a tutti gli italiani ma solo ad alcuni di essi”. Non è l’annuncio di una rivolta, ma di una strategia: “Rispettiamo il voto, loro hanno il dovere di governare ma noi di fermare derive populiste, illiberali, prevaricatorie”. Dunque, un ruolo che l’ex pm definisce “non di Giamburrasca, ma di opposizione costruttiva e non a prescindere, guardando legge per legge e contro qualsiasi inciucio”.

Del Cavaliere Di Pietro già disegna le iniziative: “M’immagino già quanti sfracelli voglia fare, ma non accetteremo limature alle sue leggi illiberali, ci opporremo in modo fermo in piazza e nelle istituzioni, utilizzando a fondo Internet”.

La rete è l’origine del suo successo. L’ex pm lo ammette e se ne vanta: “Il popolo del web lo ringrazio. Ci ha tenuto informati e noi lo abbiamo informato, senza mai nascondere nulla. A quel popolo promettiamo che non ci saranno accomodamenti con nessuno”. Inevitabile parlare di quanto abbia pesato Beppe Grillo. “Lui è l’espressione fisica della gente che vuole sapere e la rete lo ha permesso superando il sistema lottizzato della Rai. Ma da domani non succeda più come accade stasera che si parla della vittoria della Lega e non della nostra”.
Di Pietro ragiona sulle ragioni del suo successo. Ne elenca due: “La politica del fare nell’attività di governo e la coerenza nelle scelte etiche e di principio, nessun condannato in lista, no all’indulto, battaglia sul conflitto d’interessi e per una nuova legge sulle tv. L’Idv è stato e sarà il cane da guardia contro ogni deriva dittatoriale”.


(15 aprile 2008)

Il Cavaliere trionfa in tv: “Ora voglio passare alla storia”

Interventi a raffica a RaiUno, Canale 5 e Sky
Di pomeriggio visita a sorpresa alla sua università

di SEBASTIANO MESSINA

 

 Silvio Berlusconi

ROMA – Il vincitore si materializza alle nove di sera nel suo vero regno, la tv. Non si vede ma si sente: “E’ accaduto ciò che io avevo annunciato”, scandisce a Vespa dalla cornetta presidenziale di Arcore. Peggio per voi che non mi avete creduto, sottintende Silvio Berlusconi. E peggio per Veltroni che prendeva in giro i miei sondaggi. Ho vinto, come volevasi dimostrare. “E’ quello che ho continuato a dire durante tutta la campagna elettorale, convinto di avere dei sondaggi credibili che fotografavano con esattezza la realtà della situazione”. E già che c’è, dopo essersi tolto questo sassolino dalla scarpa chiamando “Porta a porta”, il Cavaliere se ne toglie un altro telefonando a “Matrix”: anche l’altra volta, due anni fa, avevamo vinto noi. “Le elezioni del 2006 non sono state regolari: lo prova anche il risultato che abbiamo ottenuto oggi”.

Si dichiara “commosso per il risultato che si profila”, il leader del Popolo della Libertà, manda in diretta “un abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore” e confida a Sky Tg24 il suo prossimo obiettivo: “Voglio restare nella storia del mio Paese come uno statista che lo ha cambiato”. Per questo fa una nuova promessa, fuori contratto: giura “di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo per gli italiani”. Il Berlusconi di oggi, spiega, è “molto diverso dal presidente del Consiglio del 2001, perché ormai conosco tutto e so dare una gerarchia alle cose importanti da fare. Stavolta più che dire le cose le farò, e non mi farò fermare”.


Ha fretta di cominciare, Berlusconi, perché “c’è tanto da lavorare”. Si parte subito, di corsa. “Non ci vorrà molto tempo per fare il governo perché l’ho già tutto in testa”, nominerà dodici “persone esperte” (di cui “almeno quattro” donne) come suoi ministri. Le sue consultazioni le ha già fatte al telefono, Fini e Bossi sono d’accordo, assicura.

Ci aspettano, certo, “anni difficili”. Ma io, garantisce, “opererò con tutto il mio impegno, mettendo a frutto tutta la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per l’ammodernamento del Paese”. C’è già un calendario. “Ci impegneremo subito per risolvere l’emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna elettorale. Provvederemo con urgenza alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa”.

E non è finita. Perché “da subito” partiranno nuove riforme. “Metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della pubblica amministrazione, e per la riduzione dell’evasione fiscale. Avvieremo la riforma della giustizia, l’applicazione della riforma della scuola, la modernizzazione della sanità. Non approveremo mai un solo provvedimento che aumenti l’imposizione fiscale e indurisca la libertà dei cittadini”.

Quanto agli sconfitti, lui ha “gradito” la telefonata di Veltroni, “poche parole”, sostanzialmente “un augurio di buon lavoro”. E annuncia di voler tenere con l’opposizione “un atteggiamento aperto e dialogante”. Siamo pronti, dice, “a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove i nostri provvedimenti li vedessero nell’interesse di tutti gli italiani”. E’ una mano tesa, soprattutto per varare le riforme istituzionali. Come? Per esempio “si potrebbe riesumare il lavoro della Bicamerale del ’94 e partire dal risultato cui pervenimmo di comune accordo”.

Ma la gioia della vittoria lo spinge ad andare oltre, e quando Paolo Mieli gli domanda – a “Matrix” – se è disposto a seguire l’esempio di Sarkozy ed aprire la sua esperienza di governo al contributo di esponenti del fronte opposto, lui risponde che sì, certo, ci mancherebbe: “Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire”.

La tripla performance televisiva ha chiuso la giornata della rivincita berlusconiana. Una giornata cominciata nella villa di Macherio, con la moglie e i figli, rispondendo solo a poche telefonate. Poi, alle 14, il Cavaliere si è spostato ad Arcore, per aspettare lì gli exit poll. Non si sa se le “forchette” di Piepoli, così ampie da lasciare ancora al Pd qualche speranza di vincere, gli abbiano fatto andare di traverso il caffè. Ma dopo le più tranquillizzanti proiezioni delle 16,30 anche le ultime paure si sono dissolte. Anzi, a metà pomeriggio lui è uscito con la sua Mercedes, e solo due ore dopo i cronisti hanno saputo dov’era andato: nientemeno che all’Università del Pensiero Liberale, di cui è il fondatore.
E mentre nella sala stampa che il Pdl aveva allestito nella sede di Confindustria il suo luogotenente a Strasburgo, Antonio Tajani, continuava a ripetere a tutte le tv che “è ancora molto, molto, molto presto per commentare i risultati”, ad Arcore si apparecchiava per la cena della vittoria. Attorno al tavolo, i figli Marina e Piersilvio e gli amici di sempre: Marcello Dell’Utri, Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, Adriano Galliani, l’avvocato Niccolò Ghedini, Sandro Bondi. Davanti al cancello, qualcuno suonava il clacson, sventolando le bandiere del partito. Ma la vera festa si farà un’altra volta.


(15 aprile 2008)

Elezioni politiche 08:risultati definitivi camera e senato e seggi

 

Note: al senato vanno aggiunti al PDL 3 seggi dell’estero

 

SENATO

 

%

Seggi

PDL

38,17

141

Lega nord

8,06

25

mpa

1,08

2

TOTALE

47,32

168

PD

33,69

116

IDV

4,31

14

TOTALE

38,01

130

UDC

5,69

3

  

 

 

CAMERA

 

%

Seggi

PDL

 

272

LEGA

NORD

 

60

MPA

 

8

TOTALE

 

340

PD

 

211

IDV

 

28

TOTALE

 

239

UDC

 

36

SVP

 

2

AUT. LIB. D.

 

1

fonte Prima pagina casertana

Antonio Di Pietro: Grazie

Voglio ringraziare tutti coloro che si sono recati alle urne per votare l’Italia dei Valori. Non è stato facile decidere di andare al seggio elettorale dopo i tanti fallimenti della politica italiana. E non è stato semplice scegliere il simbolo con il gabbiano arcobaleno dopo il sostanziale oscuramento dell’IDV da parte delle televisioni pubbliche e dei continui attacchi gratuiti e diffamatori dei media in mano al signor Silvio Berlusconi.

Chi ha votato per l’IDV vuole un cambiamento vero in questo Paese, un’informazione libera, un’economia di mercato, una giustizia funzionante, un lavoro dignitoso. Il partito che rappresento farà di tutto per ottenere questi obiettivi. Lo dobbiamo a ognuno di voi singolarmente e alla nostra coscienza. Il mio impegno nei confronti di tutti i cittadini italiani è di sviluppare le proposte del programma elettorale di IDV nella massima trasparenza e continuità e con l’interazione che è permessa dalla Rete.

Grazie per la vostra fiducia, farò il possibile per meritarla insieme ai deputati e ai senatori dell’Italia dei Valori.

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Pdl e Lega, ora non hanno più alibi

Il vecchio e il nuovo

Sono obbligato a un atto di umiltà: Tutto quello nel quale speravo non si è avverato, tutto quello che temevo è realtà, tutti i nostri discorsi appaiono un soffio di vento. Ma al di là delle speranze evidentemente mal riposte, devo anche riconoscere che una buona notizia balza agli occhi: Finalmente c’è chiarezza. Si volta pagina. Scomparsi dal Parlamento la falce e il martello, il garofano, il sole che ride e anche la fiamma tricolore, tutto sembra nuovo e insieme terribilmente vecchio: se si confrontano i risultati delle elezioni 2008 con quelle di sessant’anni fa, si vede che il Popolo della Libertà ha preso il posto della DC, e il Partito Democratico quello del PCI. Hanno lo stesso peso ma sono molto diversi dai loro predecessori. L’ironia consiglierebbe di chiederci se sono migliori. Il centro-destra ha vinto e governerà l’Italia. Berlusconi e i suoi amici non hanno più alibi. Alla Camera e al Senato non hanno quei problemi che hanno angustiato il vecchio governo. A paralizzarli non ci sono più le sinistre e nemmeno Dini e Mastella. Non hanno bisogno del voto dei senatori a vita. Possono fare tutto quello che vogliono e sarà difficile per loro, se non ci riusciranno, dare la colpa ai fantasmi. Vedremo come se la caveranno col precariato, la crescita dei prezzi, gli immigrati, le tasse, le pensioni, i morti sul lavoro, i rapporti con l’Europa, l’euro, le missioni militari di pace o di guerra, le coppie di fatto, l’ aborto, la legge 194 e la pillola RU 486, il nucleare, la speculazione edilizia, la difesa dell’ambiente, le violenze alle donne , lo snellimento della burocrazia, le tasse, il federalismo fiscale, la secessione della Lega al Nord , la mafia la camorra e la ‘ndrangheta al Sud, Roma ladrona, l’Alitalia, Malpensa, il Ponte sullo Stretto, la base di Vicenza, la spazzatura di Napoli, lo snellimento della burocrazia. Una cosa è certa: se non riusciranno a risolvere questi e altri problemi, la colpa sarà loro: sono loro che hanno voluto il potere. Ma il danno sarà nostro.

Lenzi blogautore repubblica.it

Elezioni: De Luca (Pd), Non Rappresentiamo Piu’ La Gente. Serve Sobrieta’

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Roma, 15 apr. – (Adnkronos) – “Tutto il Sud ha perso. Qui c’e’ stato un po’ piu’ di difficolta’ a causa della spazzatura, ma non cerchiamo alibi. Pensiamo piuttosto che adesso dobbiamo essere capaci di entrare in un tempo nuovo. Dobbiamo prendere atto che tutto cio’ che avevamo conquistato oggi l’abbiamo perso”. Lo afferma il sindaco di Salerno ed esponente del Pd, Vincenzo De Luca, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, commentando la sconfitta del Pd in Campania.”Non e’ il momento di cercare alibi o di fare risse. E’ il momento – aggiunge De Luca – di recuperare sobrieta’ e rispetto, e imparare di nuovo a rappresentare la gente semplice, cosa che evidentemente si dimentica quando si sta troppo tempo nelle istituzioni”. Parlando della presenza di Bassolino da tanto tempo nelle istituzioni, il sindaco di Salerno spiega: “Anche io ci sto da tanto. Ma il discorso e’ semplice: quando si ottengono risultati si va avanti, quando non se ne ottengono si tirano le somme”.

Dunque uomini nuovi in Campania, ma non solo, aggiunge l’esponente del Pd “ma soprattutto programmi e idee nuove. E cose concrete: sicurezza innanzitutto. E sburocratizzazione, semplificazione della vita. Una sfida enorme. Se ne accorgera’ anche la destra”.

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