Il Cavaliere trionfa in tv: “Ora voglio passare alla storia”

Interventi a raffica a RaiUno, Canale 5 e Sky
Di pomeriggio visita a sorpresa alla sua università

di SEBASTIANO MESSINA

 

 Silvio Berlusconi

ROMA – Il vincitore si materializza alle nove di sera nel suo vero regno, la tv. Non si vede ma si sente: “E’ accaduto ciò che io avevo annunciato”, scandisce a Vespa dalla cornetta presidenziale di Arcore. Peggio per voi che non mi avete creduto, sottintende Silvio Berlusconi. E peggio per Veltroni che prendeva in giro i miei sondaggi. Ho vinto, come volevasi dimostrare. “E’ quello che ho continuato a dire durante tutta la campagna elettorale, convinto di avere dei sondaggi credibili che fotografavano con esattezza la realtà della situazione”. E già che c’è, dopo essersi tolto questo sassolino dalla scarpa chiamando “Porta a porta”, il Cavaliere se ne toglie un altro telefonando a “Matrix”: anche l’altra volta, due anni fa, avevamo vinto noi. “Le elezioni del 2006 non sono state regolari: lo prova anche il risultato che abbiamo ottenuto oggi”.

Si dichiara “commosso per il risultato che si profila”, il leader del Popolo della Libertà, manda in diretta “un abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore” e confida a Sky Tg24 il suo prossimo obiettivo: “Voglio restare nella storia del mio Paese come uno statista che lo ha cambiato”. Per questo fa una nuova promessa, fuori contratto: giura “di non andare a letto una sera senza aver realizzato qualcosa di positivo per gli italiani”. Il Berlusconi di oggi, spiega, è “molto diverso dal presidente del Consiglio del 2001, perché ormai conosco tutto e so dare una gerarchia alle cose importanti da fare. Stavolta più che dire le cose le farò, e non mi farò fermare”.


Ha fretta di cominciare, Berlusconi, perché “c’è tanto da lavorare”. Si parte subito, di corsa. “Non ci vorrà molto tempo per fare il governo perché l’ho già tutto in testa”, nominerà dodici “persone esperte” (di cui “almeno quattro” donne) come suoi ministri. Le sue consultazioni le ha già fatte al telefono, Fini e Bossi sono d’accordo, assicura.

Ci aspettano, certo, “anni difficili”. Ma io, garantisce, “opererò con tutto il mio impegno, mettendo a frutto tutta la mia esperienza per i prossimi cinque anni, che devono essere decisivi per l’ammodernamento del Paese”. C’è già un calendario. “Ci impegneremo subito per risolvere l’emergenza rifiuti e il problema Alitalia. Approveremo immediatamente gli aiuti alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle imprese, così come promesso in campagna elettorale. Provvederemo con urgenza alla riapertura dei cantieri delle grandi opere e al piano casa”.

E non è finita. Perché “da subito” partiranno nuove riforme. “Metteremo mano al lungo e duro lavoro necessario per la digitalizzazione e la riorganizzazione della pubblica amministrazione, e per la riduzione dell’evasione fiscale. Avvieremo la riforma della giustizia, l’applicazione della riforma della scuola, la modernizzazione della sanità. Non approveremo mai un solo provvedimento che aumenti l’imposizione fiscale e indurisca la libertà dei cittadini”.

Quanto agli sconfitti, lui ha “gradito” la telefonata di Veltroni, “poche parole”, sostanzialmente “un augurio di buon lavoro”. E annuncia di voler tenere con l’opposizione “un atteggiamento aperto e dialogante”. Siamo pronti, dice, “a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove i nostri provvedimenti li vedessero nell’interesse di tutti gli italiani”. E’ una mano tesa, soprattutto per varare le riforme istituzionali. Come? Per esempio “si potrebbe riesumare il lavoro della Bicamerale del ’94 e partire dal risultato cui pervenimmo di comune accordo”.

Ma la gioia della vittoria lo spinge ad andare oltre, e quando Paolo Mieli gli domanda – a “Matrix” – se è disposto a seguire l’esempio di Sarkozy ed aprire la sua esperienza di governo al contributo di esponenti del fronte opposto, lui risponde che sì, certo, ci mancherebbe: “Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire”.

La tripla performance televisiva ha chiuso la giornata della rivincita berlusconiana. Una giornata cominciata nella villa di Macherio, con la moglie e i figli, rispondendo solo a poche telefonate. Poi, alle 14, il Cavaliere si è spostato ad Arcore, per aspettare lì gli exit poll. Non si sa se le “forchette” di Piepoli, così ampie da lasciare ancora al Pd qualche speranza di vincere, gli abbiano fatto andare di traverso il caffè. Ma dopo le più tranquillizzanti proiezioni delle 16,30 anche le ultime paure si sono dissolte. Anzi, a metà pomeriggio lui è uscito con la sua Mercedes, e solo due ore dopo i cronisti hanno saputo dov’era andato: nientemeno che all’Università del Pensiero Liberale, di cui è il fondatore.
E mentre nella sala stampa che il Pdl aveva allestito nella sede di Confindustria il suo luogotenente a Strasburgo, Antonio Tajani, continuava a ripetere a tutte le tv che “è ancora molto, molto, molto presto per commentare i risultati”, ad Arcore si apparecchiava per la cena della vittoria. Attorno al tavolo, i figli Marina e Piersilvio e gli amici di sempre: Marcello Dell’Utri, Fedele Confalonieri, l’amministratore delegato di Publitalia Giuliano Adreani, Adriano Galliani, l’avvocato Niccolò Ghedini, Sandro Bondi. Davanti al cancello, qualcuno suonava il clacson, sventolando le bandiere del partito. Ma la vera festa si farà un’altra volta.


(15 aprile 2008)

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2 Risposte to “Il Cavaliere trionfa in tv: “Ora voglio passare alla storia””

  1. mauro Says:

    TITOLO VOGLIO PASSARE ALLA STORIA,SILVIO.-
    non vediamo l’ora che passi alla storia! ma non solo lui,
    e non sarà di certo una bella pagina di storia.
    Firmato- movimento x la liberazione anti berlusca
    aderite in tanti x via e-mail
    NB X VESPA xchè non inviti a porta a porta rendendoli partecipi operai ,impiegati , pensionati , quando ci sono i ns politici?
    la TV ,RAI non e dei politici ma e nostra cioè il popolo! visto che paghiamo il canone e sentiamo sempre le solite domande e risposte .

  2. mauro Says:

    NON MI VA di chiamarti sig. xche non lo sei , x silvio,
    stai al governo x proteggere i tuoi beni personali, con leggi a tuo piacimento -giustizia-ampliamento di ville e tante altre porcherie con la complicità di persone e ministri da tè scelti,
    vedi legge gasparri ,decoder con contributo statale x poi vendere le tessere mediaset calcio-film complimenti e coglioni a chi le acquista.il nostro paese ha bisogno di un governo capace
    e ministri capaci visto che sono pagati da noi.
    sono stanco di vederti e spero tanti altri ITALIANI
    X IL BENE del paese vatteneeeeeeeeeeeeeeeeeeee


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