Der Spiegel, Berlusconi pensa solo agli affari suoi

Di Wildgreta

Il mio commento all’articolo che segue è che, purtroppo, l’immagine che l’Italia da di sè all’estero, è quella della classe politica che la rappresenta. I cittadini italiani sono molto migliori, ma la mancanza di legalità e l’imperizia nell’amministrare il paese, provoca questo effetto. Se non ci sarà una svolta decisiva verso legalità e competenza nel prossimo governo, a mio avviso, non avremo alcun futuro.

Duri giudizi anche sulla politica di Veltroni simile a quella del Pdl

«L’Europa può già prepararsi al terzo mandato di un miliardario che non è mai stato in grado di vedere la differenza tra interesse privato e bene comune

“Al di là dei confini dell’Italia probabilmente nessuno lo capirà”. Così sentenzia il settimanale tedesco Der Spiegel sull’eventuale ritorno al potere di Silvio Berlusconi, in un lungo reportage in vista delle elezioni intitolato “Land der Komödianten”, “Il Paese dei commedianti“, a firma di Alexander Smoltczyk.
Cinque pagine dedicate all’Italia e corredate di foto ben poco edificanti, come ad esempio quella di una strada di Napoli piena di immondizia, risalente a gennaio scorso, oppure quella di un cadavere insanguinato di una vittima di un attentato di mafia, scattata a Napoli nell’ottobre 2006. L’immagine che si vuole dare è quella di un Paese in grandi difficoltà dal punto di vista politico, economico e sociale, basti pensare al fatto che «la più grande impresa per volumi di fatturato è la mafia» e che «un quinto del Pil viene realizzato in nero». L’Italia viene definita «una potenza estetica mondiale, che lascia però bruciare i mucchi di rifiuti a Napoli» e non si preoccupa di avviare quelle urgenti e «amare riforme» nel settore dei trasporti, nell’ambito dell’istruzione e sul piano costituzionale.
L’ipotesi di una grande coalizione tra Pd e Pdl, appoggiata dagli osservatori d’oltreoceano, risulta essere non seriamente praticabile «perché il Paese è profondamente diviso tra destra e sinistra, poveri e ricchi, nord e sud». Il clima dominante – sottolinea in modo beffardo Der Spiegel – è di una campagna elettorale in cui tutti i contendenti «sembrano avere lo stesso messaggio», e si arriva persino al paradosso che gli stessi programmi dei candidati premier dei due partiti maggioritari «si distinguono soltanto nelle sfumature». Non mancano gli attacchi ad una classe politica «formata da così tanti anziani» e neanche alcuni passaggi affatto meritori sulla fine del governo Prodi e sulle vicende di Salvatore Cuffaro e Giuseppe Ciarrapico.
Per concludere che non ce da sorprendersi più di tanto perché si tratta della «vecchia Italia», quel «Paese di commedianti e ingannatori, di amabili imbroglioni, di persone che ricorrono ai trucchi e di eterni bambinoni».

(7.04.08)

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