IL PDL INVIA A NAPOLI 1500 DIFENSORI DEL VOTO.

Il 13 e 14 aprile nei seggi di Napoli e provincia faranno la loro prima apparizione i difensori del voto: 1500 militanti del popolo delle libertà che avranno il compito di vigilare su eventuali brogli nelle urne. L’iniziativa è stata annunciata ieri a Napoli in conferenza da Michela Vittoria Brambilla, candidata alla Camera per il popolo delle libertà e delfina di Silvio Berlusconi. Nonostante la scorsa settimana a Palermo abbia fatto clamore l’arresto di due presidenti di seggio che avrebbero falsificato 580 schede elettorali a favore del candidato sindaco di forza italia in occasione delle consultazioni amministrative del maggio 2007, è il partito di Berlusconi a lanciare sospetti contro gli avversari del partito democratico. Nel corso dell’incontro che si è svolto in un albergo cittadino, Michela Brambilla ha comunque ribadito l’intenzione di inviare i difensori del voto nei seggi di Napoli e provincia ed è tornata ad attaccare il centrosinistra campano. Questa mattina nella sala multimediale del centro Fox Bit l’associazione del Polo high tech di Napoli est ha ospitato Marcello Taglialatela e Stefano Caldoro per presentare una mappatura sui prodotti, le tecnologie e i servizi del comparto aerospaziale campano. Intanto cresce l’attesa per il comizio di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, previsto per domani in piazza del Plebiscito, alla luce della dichiarazione del candidato premier del popolo della libertà.

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La lettera di Silvio Berlusconi ai potenziali “difensori del voto”

 

Berlusconi fan club

Grave incidente stradale per Pancho Pardi (IDV)

PISTOIA –Pancho Pardi, capolista in Toscana al senato per l’Italia dei Valori alle Prossime elezioni, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale presso il casello di Pistoia sulla rampa di accesso alla A11. La vettura su cui era a bordo è andata in fiamme. Pardi è stato immediatamente trasportato all’ospedale di Pistoia ma si ignorano le sue attuali condizioni di salute. Notizie non confermate parlano di ustioni non gravi a una mano e a una caviglia. L’uomo si stava recando a Firenze, in piazza dei Ciompi dove la moglie stava distribuendo materiale elettorale a un volantino dell’ l’Italia dei Valori.

Francesco “Pancho” Pardi è nato a Pisa nel 1945, atualmente è docente di analisi urbanistica nella Facoltà di Architettura di Firenze, dove vive.
Nel 2002 insieme al regista Nanni Moretti è stato uno dei promotori del movimento dei “girotondini” che manifestavano per la libertà di informazione e l’autonomia della giustizia dagli attacchi dell’allora governo di centrodestra.
Alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile aveva accettato la proposta di Antonio Di Pietro per candidarsi come capolista al senato in Toscana con l’Italia dei Valori.

Sabato 5 Aprile 2008  21:11

www.panchopardi.it

ELEZIONI/ AMATO: SCHEDE ELETTORALI PREDISPOSTE DA DL

E’ bene che si sappia corrispondono alla legge vigente

Roma, 5 apr. (Apcom) – Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: “Trovo a dir poco sorprendente che sia stato chiamato in causa il capo dello Stato” ad occuparsi di questa vicenda che ha “altre responsabilità e competenze. E che si sia potuta adombrare che il ministero dell’Interno abbia predisposto le schede in conformità alle proprie fantasie culinarie”.

“E’ bene che si sappia che le schede elettorali sono quelle che corrispondono alla legge vigente. Nessuno ha esercitato fantasie nel predisporle”.

Alla domanda se è ipotizzabile una modifica, Amato ha risposto che “vi è una impossibilità a modificarle anche per lo stesso Parlamento perché i nostri militari hanno già votato sulla base delle schede esistenti”.

 

Cade da impalcatura nella villa del Cavaliere Gravissimo un operaio

Lavoro L’incidente avvenuto nella villa di Macherio

Le prime verifiche: nessuna violazione. Erano in corso lavori di ristrutturazione in una dependance della villa che Berlusconi vuole trasformare in biblioteca

 

MACHERIO (Milano) — «Andiamo su noi ragazze, non vi preoccupate». Le restauratrici stanno facendo i rilievi su una colonna di marmo appoggiata in giardino, ma il telone di un ponteggio, là accanto, non lascia passare abbastanza luce. C’è un gruppo di operai che lavora intorno a una dependance della villa di Silvio Berlusconi a Macherio, Nord di Milano. Sono da poco passate le nove di giovedì mattina. A salire sull’impalcatura sono due marmisti, uno ha 69 anni. Dall’alto precipita un’asse di legno, lo colpisce alla testa, l’uomo perde conoscenza, scivola, cade dal primo piano del ponteggio. Ora è ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale San Gerardo di Monza.
A Macherio vivono Veronica Lario e i figli più piccoli di Berlusconi, la casa è al centro di una tenuta. Nel parco c’è anche la costruzione che la famiglia ha deciso di ristrutturare e che in futuro ospiterà una biblioteca. È là che intorno alle 9 e mezza di giovedì arrivano i medici a soccorrere L. M. «È salito sull’impalcatura per farci un favore — hanno raccontato le restauratrici ai carabinieri della compagnia di Monza e della stazione di Biassono che indagano sull’incidente —. Improvvisamente abbiamo sentito un urlo e l’abbiamo visto cadere ».
La ristrutturazione della
dependance è stata affidata a una ditta, la Bergamini, che ha ingaggiato altre due piccole imprese: una per risistemare i marmi antichi, l’altra per montarne di nuovi. L’operaio caduto non aveva a che fare con i lavori sulle impalcature. È salito soltanto per spostare il telone. È stato probabilmente il suo collega, che era al piano di sopra, a provocare la caduta dell’asse che lo ha travolto. La Procura di Monza ha aperto un fascicolo sull’incidente. «Per ora stiamo valutando la situazione», spiega il procuratore capo Antonio Pizzi. Non ci sono indagati, ed è probabile che non ce ne saranno.
Nel cantiere c’era anche il figlio dell’operaio precipitato, i due lavoravano insieme. Ha assistito alla caduta e ha spiegato la dinamica dell’incidente sul lavoro agli investigatori che hanno raccolto gli elementi per ricostruire il caso e verificare se esistano o meno irregolarità. Secondo il suo racconto, si sarebbe trattato soltanto di una fatalità, di un attimo di disattenzione. Un’ipotesi confermata anche dal primo rapporto dell’Asl.
L’ispezione dei tecnici è durata fino a metà pomeriggio: non sarebbero state rilevate carenze nelle misure di sicurezza. Il ponteggio aveva il parapetto, ma l’uomo, tramortito dal colpo alla testa, è scivolato al di sotto della protezione.
Ieri è stato operato per una grave lesione alla colonna vertebrale. Non indossava il casco protettivo quando è salito sull’impalcatura, «ma doveva essere una cosa da pochi minuti », ha raccontato il figlio, lui su quel ponteggio non avrebbe dovuto neppure salirci, «è andato su solo per fare un favore ».

Corriere della Sera Gianni Santucci e Riccardo Rosa
05 aprile 2008

Travaglio e Di Pietro: Europa 7 e il “decretino”

Nel Consiglio dei Ministri del primo aprile è stato varato il decreto per l’esecuzione delle sentenze della Corte Europea di Giustizia. Non è stata inclusa, nonostante la contrarietà dell’Italia dei Valori, la sentenza del 31 gennaio 2008 che dichiara illegittime le leggi italiane sulle radio televisioni perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7.

Gli italiani devono sapere che pagheranno per questa decisione una multa di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006. Qualche centinaio di milioni di euro per consentire a Fede di fare propaganda elettorale a tempo pieno.

L’ho già detto e lo ripeto ancora. In caso di vittoria del centro sinistra l’Italia dei Valori porrà nella sua agenda, come primo punto, il taglio del nodo incestuoso che lega l’informazione alla politica. Partendo da Rete4.

Riporto l’articolo di Marco Travaglio, dal titolo “Vieni avanti decretino“.

“Ottime notizie dal loft del Pd. Pessime invece da Palazzo Chigi. L’entourage di Veltroni, scrive il Corriere, si è reso conto che l’ultima settimana di campagna elettorale dev’essere giocata all’attacco di Berlusconi, per «mobilitare gli indecisi».
«Il buonismo ­ avrebbe detto Goffredo Bettini ­ mi ha rotto le scatole». Meglio tardi che mai. Ora però il rischio è che, dopo mesi di dialogo dissennato con l’avversario che rispondeva a colpi d’intrighi e insulti, un’improvvisa impennata polemica suoni fasulla. E non sortisca l’effetto sperato. Dopo aver rimosso per anni i rapporti del Cainano con la mafia, le mazzette ai giudici, i bilanci truccati, le leggi vergogna, le menzogne su tutto e su tutti (da Alitalia alla statura: ha ricominciato a dire di esser alto 1 metro e 71, quando supera a fatica il metro e 60), rispolverarli a freddo prima del voto sarebbe controproducente. Come attaccare, allora? Anzitutto sottolineando l’impresentabilità di certe new entry nelle liste del Pdl, che renderebbero ridicolo qualunque programma elettorale, anche il migliore. Anche chi crede ciecamente alle promesse del Cavaliere e dei suoi alleati potrebbe nutrire qualche dubbio sulla possibilità di realizzarlo con Ciarrapico (camicia&fedina nera), il generale Speciale (spigole di Stato e voli di Stato a spese dei contribuenti), gli amici dei mafiosi e dei camorristi (l’ultimo l’han beccato l’altroieri a Milano), lo sputacchiere Barbato, il mortadellaro Strano, il fantasmagorico Pizza, la fisioterapista personale del Capo e le bonazze di contorno. Un po’ di sana pubblicità negativa non ha mai guastato, in campagna elettorale. E poi c’è un tema che tutti capiscono e molti condividono, non solo a sinistra: la liberazione della tv dalla politica. Fuori i partiti dalla Rai, fuori Berlusconi da Mediaset o dalla politica, tetto antitrust di una rete per ogni soggetto privato, mercato aperto a nuovi soggetti. E qui veniamo alla cattiva notizia da Palazzo Chigi: il 1° aprile (e quando, se no?) il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per l’immediata esecuzione di tutte le sentenze della Corte europea di giustizia di Lussemburgo. Tutte tranne una: quella del 31 gennaio 2008, che dichiara illegittime le nostre leggi sulla tv perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7 in virtù della celebre gara per le concessioni nazionali del 1999, vinta da Europa7 e persa da Rete4. Perché mai quella sentenza no e tutte le altre sì? «Perché ­ spiega il ministro Emma Bonino – non aveva carattere di urgenza. Se si trova una soluzione, può essere presa in considerazione più avanti o in un secondo decreto». Più avanti? Secondo decreto? Ma il governo è agli sgoccioli e tra un mese ­se tutto va male­ potrebbe insediarsi il governo Berlusconi III. La lasciamo eseguire a lui la sentenza che manda Rete4 su satellite? Cos’è, un pesce d’aprile? Proprio l’altroieri, sul Sole-24 ore, il consigliere di Mediaset Gina Nieri dettava la linea ai partiti. Questa gente è talmente abituata a scriversi le leggi su misura, da avere smarrito ogni pudore. «Nella vulgata dei Grillo e dei Di Pietro ­dice la Nieri- Rete4 è illegale e usurpa le frequenze di Europa7. Ma non lo è affatto: lo provano le leggi approvate dal 2003 in poi». Cioè il decreto salva-Rete4 e la Gasparri, fatte da Berlusconi pro domo sua e bocciate dalla Corte europea, come pure la Maccanico del ‘97 e il principio ispiratore della Gentiloni, per via dell’infinita «fase transitoria» che mantiene lo status quo in attesa del mitico, anzi mitologico digitale terrestre. Aggiunge la Nieri: «Dai programmi del Pd e del Pdl Mediaset non ha nulla da temere». Anzi quello del Pd le piace tanto perché «non c’è il tetto del 45% alla pubblicità». Insomma, sarebbe ancor più favorevole a Mediaset della già blandissima Gentiloni (peraltro mai approvata).
Ecco cosa potrebbe dire Uolter, facendo un po’ di compagnia a Di Pietro: che Berlusconi e le sue Gine non han capito nulla: il primo decreto del suo governo raderà al suolo la Gasparri (risparmiando all’Italia l’annunciata supermulta europea di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006), libererà la Rai dai partiti e dalla loro Vigilanza, e applicherà la sentenza europea e le due note sentenze della Consulta: cioè leverà le frequenze a Rete4 e le darà a Europa7. Vedi mai che, parlando chiaro sulla tv, si conquistino molti incerti di sinistra e pure qualcuno di destra.”

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