Italia dei Valori e Partito Democratico: chiariamo gli equivoci

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Sono giorni che Antonio Di Pietro cerca di spiegare che l’Italia dei Valori e il Partito Democratico sono due partiti distinti.

L’Italia dei Valori, infatti, avrà il suo simbolo sulla scheda elettorale.idv.jpg

Spiega Di Pietro, che maggiore sarà il peso dell’Italia dei Valori, maggiore sarà la garanzia di una politica trasparente, dal momento che a tutti i candidati IDV è stato chiesto il certificato penale. Nell’Idv non hanno quindi trovato posto candidati condannati o indagati.

Domande ricorrenti:

D) Il mio voto all’IDV, andrà automaticamente al Partito Democratico?

R) NO, va all’Italia dei Valori per  eleggere  deputati e senatori dell’Italia dei Valori.

D) Il mio voto andrà disperso qualora non raggiunga una certa soglia ?

R) NO, qualunque sia il numero di voti all’IDV,  servirà a rendere più alto il numero di deputati e senatori che l’IDV porterà in parlamento.

D) Cosa succederà dopo il voto tra IDV e PD?

R) I due partiti, con i loro deputati e senatori eletti separatamente, formeranno un unico gruppo parlamentare per attuare il programma che Di Pietro e Veltroni hanno sottoscritto prima delle elezioni. Maggiore sarà il numero di eletti nell’Italia dei Valori, maggiore sarà il peso che il partito di Di Pietro avrà nel gruppo parlamentare formato da IDV e PD.

wildgreta 4 aprile 2008

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L’Economist: votate Veltroni.Berlusconi ancora inadatto

LONDRA (3 aprile) – «Gli italiani dovrebbero votare per Walter Veltroni». Così l’Economist conclude il suo editoriale dedicato alle elezioni italiane, in cui si nota che Silvio Berlusconi «è ancora inadatto a governare l’Italia».Il settimanale britannico, nel numero che sarà in edicola venerdì, osserva che «i segni» dicono «che l’Italia sarà governata da Silvio Berlusconi. Aggrappandosi a ciò che è familiare, gli italiani sperano paradossalmente nel cambiamento? Il loro, dopo tutto è un Paese dove “tutto deve cambiare affinchè tutto resti ugual”, secondo Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, il grande romanzo siciliano. Forse sperano che riportando Berlusconi al potere si possa invertire questa massima e mantenere tutto uguale così da promuovere le riforme. Se è così, saranno delusi».

Elezioni: Pizza si “accontenta”. Meno male che la Margherita si è sciolta prima, se no chi ci avrebbe preso sul serio?

(03-04-2008) – “Si voterà il 13 e 14 aprile” Giuseppe Pizza conferma che il suo partito si presenterà alle elezioni ma non chiederà il rinvio del voto

“Sono convinto che si voterà il 13 e 14 aprile, noi per senso di responsabilità istituzionale e dello Stato ci accontentiamo di fare una campagna elettorale di una settimana. I problemi tecnici, che i nostri avvocati stanno discutendo con i funzionari del ministero dell’Interno, sono superabili”.

Questa la dichiarazione di Giuseppe Pizza, leader della Democrazia cristiana, al termine del colloquio con Silvio Berlusconi. Il legittimo detentore dello “Scudo crociato” rinuncia, dunque, a chiedere uno slittamento della data delle elezioni. Nella giornata di ieri, infatti, dopo la decisione del Consiglio di Stato di riammettere il simbolo della Dc, Pizza aveva espresso la volontà di presentare ricorso e far rinviare la data del voto, cosí da aver il tempo di impostare la propria campagna elettorale
“Ho dovuto prendere atto che tutte le forze politiche erano contrarie al rinvio – spiega il leader della Dc – e anche che il mandato costituzionale prevede le elezioni entro il settantesimo giorno”.

Di Pietro: Elargizioni di stato

 Qualcuno ha detto che il nuovo Parlamento è stato convocato il 9 aprile di quest’anno perché così scattano i due anni per la vecchia legislatura, permettendo ai Parlamentari uscenti di fruire della cosiddetta pensione.
Vorrei smentire nel modo più assoluto questa diceria che qualcuno ha messo in giro perché, in base all’attuale regolamento, è necessario aver compiuto due anni e sei mesi perché questo possa avvenire. Quindi, i Parlamentari di prima nomina della vecchia legislatura non riceveranno la pensione.

Devo anche dire che, però, chi ha messo in giro questa voce forse spera che la nuova legislatura e il nuovo Parlamento, con una leggina, consenta anche di fare questa specie di condono e di sanatoria. Voglio dire che le cosiddette pensioni dei Parlamentari non sono pensioni vere e proprie, perché sono semplicemente una sorta d’elargizione che è fatta dal Parlamento, senza che esista una legge. Questo è molto grave: non è la legge che lo stabilisce, è semplicemente una delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera.

Fonte: il blog di Antonio Di Pietro

3 aprile 2008

Ferrara a Bologna: lo spreco delle uova

di Wildgreta 

Leggo un po’ dappertutto parole di condanna per le uova lanciate a Ferrara durante il suo comizio elettorale a Bologna. In effetti, di questi tempi, è condannabile sprecare delle uova quando ci sono persone che non possono neppure comprarle. Ma può anche essere che chi le ha lanciate vivesse nelle campagne emiliane ed avesse un pollaio, così non le ha neppure dovuto comprare. In questo caso, il gesto si può anche perdonare.

http://www.youtube.com/watch?v=OY2ea0XK_zM]

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