Berlusconi, Schifani ed il cattivo esempio

Già nel 2002 Franco Giustolisi e Marco Lillo si occuparono su L’espresso di Renato Schifani, ex democristiano, consigliere comunale a Palermo, poi capo dei senatori di Forza Italia e per anni volto tv del Berlusconi pensiero. Tra le sue azioni parlamentari si ricorda la legge o lodo Schifani, che sospese temporaneamente i processi in corso contro le più alte cariche dello Stato (fu utilizzata da Berlusconi stesso, allora premier), dichiarata poi inconstituzionale. Ma anche la battaglia vinta per il carcere duro ai mafiosi. Da ieri Schifani è il nuovo presidente del Senato. Ha avuto subito parole di grande equilibrio e ricevuto molteplici applausi. Certo è che come seconda carica dello Stato la maggioranza non ha scelto Pera o Pisanu, ma un uomo dal profilo marcatamente berlusconiano. Si tratta di un omaggio alla Sicilia, senza ministri nel governo, di un passo della Forza Italia dura verso il Quirinale, ma anche di un premio ad un senatore per la cieca fedeltà al capo. Solo che una democrazia non funziona coi cattivi esempi. E una legislatura non inizia bene con un tale passo. Di seguito l’articolo di Giustolisi e Lillo. Leggi il seguito di questo post »

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Camera. Di Pietro: Fini? Da buonismo di facciata si passi a fatti

30 aprile 2008

(DIRE) Roma, 30 apr. – Quello del neo eletto Gianfranco Fini è un “discorso di resposabilità di chi vuole fare, sperando che ci riesca, il presidente di tutti e non l’uomo di parte”. Leggi il seguito di questo post »

Sicurezza. Di Pietro: Ne parlano tutti, ecco i signori dell’ipocrisia

30 aprile 2008

(DIRE) Roma, 30 apr. – “I signori dell’ipocrisia. Ritengo che a destra, come a sinistra, siano stati ambigui in questi anni, perchè hanno predicato bene e razzolato male. Tutti parlano di sicurezza, un momento dopo arriva uno stupro o una rapina, ma tutti, a destra come a sinistra, da almeno 20 anni, dal 1992 per l’esattezza, hanno fatto gli scaricabarile”. Leggi il seguito di questo post »

Camere; Martedì vice presidenze, possibili due Pd al Senato

Lunedì incontro Soro-Donadi, Idv vorrebbe Vigilanza Leggi il seguito di questo post »

SENATO: BELISARIO NOMINATO CAPOGRUPPO IDV

(AGI) – Roma, 30 apr. – Il senatore Felice Belisario nominato capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato. Con la formalizzazione della nomina di Belisario a cui seguira’ quella del capogruppo della Camera si avvia a definizione la squadra parlamentare del partito di Antonio Di Pietro. “Una nomina – dice Belisario- di cui ringrazio il presidente Di Pietro ed i colleghi senatori. Tutta la squadra dell’ Italia dei Valori di Palazzo Madama e’ chiamata ad un compito di particolare responsabilita’ a cui risponderemo con concretezza e affidabilita’. Gli elettori ci hanno premiato e noi, con un’attivita’ parlamentare responsabile ed orientata solo agli interessi della collettivita’, sapremo meritarci, ancora di piu’, la loro fiducia”. (AGI)

Bossi: “Senza federalismo il popolo si incazza!”

 

Umberto BossiROMA – “Se il federalismo non si fa il popolo s’incazza. Se non si riesce a farlo democraticamente ci sono 30 milioni di matti che se non si fa mi chiedono cosa fare. E’ meglio farlo qui”. Leggi il seguito di questo post »

MONTECITORIO ACADEMY: IL VUOTO PARLAMENTARE

DI WILDGRETA

Sconcerto. Stupore. Sgomento. Shock emotivo. Potrei andare avanti così, visto che ho studiato anche i dizionari dei sinonimi, ma mi fermo. Infatti ieri ho sentito parlare per la prima volta i nuovi parlamentari, ovvero coloro che i partiti hanno scelto come nostri rappresentanti, e le parole per descrivere quello che ho provato, forse non basterebbero mai.

Se è vero che esiste fra i cittadini una certa disaffezione nei confronti della classe politica, è anche vero che difficilmente ci si potrà affezionare ad un simile “vuoto parlamentare”.

Le frasi pronunciate dai giovani parlamentari che non riesco a togliermi dalla testa :

“Mio padre mi ha detto di studiare tutto e prendere sempre appunti.”

“Penserò ai giovani e agli studenti senza dimenticarmi dei pensionati.”

“Comincerò a studiare come si presentano le proposte di legge sin da domani mattina.”

“Sono emozionata ma non troppo perchè faccio politica da quando avevo 14 anni e ora ne ho 26.”

“Sono qui per appresentare i giovani del sud, ma anche gli altri.”

“Sono qui per imparare.”

“Sento una grande responsabilità nei confronti dei giovani.”

“Sono molto vicina alle problematiche dei giovani e con la sensibilità di una donna giovane cercherò di impegnarmi per loro.”

Ecco, questi sono i concetti espressi in linea di massima da ognuna delle matricole. Eppure ci sono bambini che già a 8 o 9 anni, sanno metterti di fronte a problematiche molto più profonde: “A scuola non facciamo differenze. Ci sono tanti bambini che vengono da altri paesi, nella mia classe, e molti parlano benissimo l’italiano. Se un bambino è appena arrivato e non conosce bene la nostra lingua, a turno ci sediamo vicino a lui per aiutarlo”.

Quanti temi politici da sviluppare ci sono in questo semplice componimento fatto da un bambino della seconda elementare?

L’integrazione, il fatto che non venga usata da questo bambino la parola “straniero”, l’accoglienza, la solidarietà. Ah, già, dimenticavo: i neoeletti sono a Montecitorio… per imparare. Col tempo….chissà.

 

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