Lite Mussolini- Santanche’: eppur si candidano

di Wildgreta

Come si fa a pensare di votare seriamente persone che si esprimono come queste due signore prestate alla politica? Sarebbero loro a doversi prendere cura del paese, a votare delle leggi, a parlare di politica estera, economia, sanità? In un altro paese, persone che si esprimono in questo modo non sarebbero proponibili come candidate. Naturalmente, le signore si sono adeguate al livello medio basso dei loro colleghi uomini. Preparandosi al salto nel buio, sono gli uomini, infatti, ad aver regolato l’asticella verso il basso, in modo da non inciampare. E così, ecco Silvio stracciare il programma del PD, ecco Ciarrapico dare dello sguattero a Fini, ecco Castelli dire che Di Pietro non conosce l’italiano e che, quindi non può fare il ministro di giustizia, ecco Mara Carfagna (Pdl) dire che il Pd è solo un “droga shop”.Michaela Biancofiore, bolzanina del Pdl in lista in Campania, scrutando l’albero genealogico,  afferma: «Ho uno zio acquisito ad Avellino. Sono stata spesso in vacanza in costiera amalfitana, Ravello, Positano, ma anche Ischia e Capri». Ed infine, Beppe Lumia, che per il PD non è stato escluso, semplicemente non è stato scelto e Berlusconi che “Si chiama Silvio, ma a lui piacciono le donne, non come quell’altro….”(Sircana, beccato in un Trans-tour)

Ma questa è solo una piccola parte della marea di idiozie dette da chi si candida a guidare il paese e, alla fine, credo che vincerà chi ne avrà dette di meno, o avrà tenuto la voce più bassa.

17:5526-03-2008

‘Sei politicamente orizzontale’. ‘Tuo nonno si rivolterebbe’

(ANSA) – ROMA, 26 MAR – Lite mediatica tra Daniela Santanche’, candidata premier de ‘La Destra’ e Alessandra Mussolini (Pdl.Santanche’ ‘rappresenta la perfetta incarnazione della donna ‘politicamente’ orizzontale’, dichiara Alessandra Mussolini.’Credo che suo nonno si rivolti nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito ‘il fascismo il male assoluto’ replica Santanche’. ‘Proprio stanotte – ribatte Mussolini – ho sognato nonno Benito e mi ha detto cosa pensa di lei’.

Piersilvio Airways

di Marco Travaglio – unita.it

Quand’erano un filo più giovani, i due figli di primo letto Marina e Piersilvio servivano al Caimano per giurare il falso sulle loro povere teste. Ora che son cresciuti, vengono adibiti agli usi più disparati. C’è da sistemare una precaria? Che problema c’è, se la sposa Piersilvio (il poveretto non viene nemmeno consultato sui suoi gusti sessuali). C’è da salvare l’Alitalia? Ghe pensi mi, «ci sono i miei figli pronti a rilevarla, insieme a Toto e Banca Intesa». Purtroppo Toto ha già perso la sua chance.
Mentre Banca Intesa, non avendo legami di parentela con la famiglia Berlusconi (ma solo cospicui crediti con Forza Italia e con Toto), ha subito smentito. I due incolpevoli pargoli, invece, non osano nemmeno fiatare.

Del resto papà lo conoscono bene: lui le spara così, a raffica, come gli vengono. Infatti, col venir meno della banca, nonno Silvio fa presente che «la cordata è sempre pronta», ma c’è una piccola postilla: bisogna trovare qualcuno che metta i soldi, che sarà mai. Di qui l’idea geniale: il governo Prodi potrebbe lanciare un «prestito ponte», prelevandolo dalle tasche dei contribuenti, per finanziare l’operazione. In Europa si ride di gusto, visto che le regole comunitarie vietano gli aiuti di Stato. Ancora qualche ora e il Cainano dirà di essere stato frainteso dai soliti comunisti.

Peccato, però, che sia finita così. Intanto perché una compagnia aerea denominata «Piersilvio Airways» («Air Marina» avrebbe ingenerato equivoci col trasporto nautico) non avrebbe guastato affatto, in alta quota. Poi perché il conflitto d’interessi berlusconiano languiva da qualche anno sulle solite cosucce tipo tv, giornali, radio, portali internet, banche, assicurazioni, calcio, cinema, processi penali, insomma poca roba. Inglobare anche una compagnia di bandiera nel gruppo del futuro premier avrebbe conferito al conflitto d’interessi un frizzante tocco di novità, al punto che persino Uòlter, forse, avrebbe dovuto occuparsene. Ma l’operazione Piersilvio Airwaiys avrebbe giovato soprattutto per un terzo motivo: avrebbe inaugurato una nuova via tutto italiana al «fare impresa». Un tizio, uno a caso, mettiamo Berlusconi, diventa presidente del Consiglio nel 2001 e si incarica di mandare definitivamente a picco un’azienda pubblica già cagionevole di salute. Per essere sicuro che non ne resterà più traccia, la affida nelle mani sicure della Lega e di An, che ci giochicchiano per l’intera legislatura con i loro leggendari supermanager. Si comincia con l’ex deputato leghista Giuseppe Bonomi, promosso presidente di Alitalia e rimasto celebre per aver sponsorizzato i mondiali di equitazione indoor salto a ostacoli, ad Assago (Milano), dove lui stesso si esibì in sella al suo cavallo baio. Poi Bonomi viene spedito alla Sea (Linate e Malpensa) e ad Alitalia arriva un fedelissimo di Fini: Marco Zanichelli. Ma subito Tremonti litiga con Fini: «Giù le mani da Alitalia, non c’è più una lira». Zanichelli, preso fra le risse di potere del Cdl, se ne va dopo appena 70 giorni, rimpiazzato dall’ottimo Giancarlo Cimoli, che aveva già fatto così bene alle Ferrovie. Il tempo di scortare la compagnia verso il burrone, poi anche lui leva il disturbo, con una modica liquidazione di 5 milioni di euro.

A quel punto, affondata la flotta, il Cainano se ne va in ferie per un paio d’anni. E al suo posto arriva gente seria, come Prodi e Padoa Schioppa che tentarono di riparare ai guasti suoi. Quando ce la stanno per fare, trovando Airfrance interessata a rilevare un bidone che brucia 1 milione e ha perso 15 miliardi in 15 anni, riecco l’Attila di Arcore che, travestito da Buon Samaritano, tenta di sabotare la trattativa con l’aiuto consapevole di Bobo Formigoni, Bobo Maroni e Morticia Moratti e l’aiuto inconsapevole dei soliti sindacati miopi. Dice che compra tutto lui, anzi «i miei figli», più il celebre Toto, naturalmente coi soldi degli altri: o delle banche, o dello Stato. Perché lui, com’è noto, è un imprenditore che si è fatto da sé, e anche un vero liberale.

Una compagnia della buona morte talmente inguardabile che perfino Bonomi, da Malpensa, prende le distanze e, sotto sotto, si tocca. Basti pensare che ­ come rivelava ieri sulla Stampa Minzolini ­ sul caso Alitalia il consigliere più ascoltato di Berlusconi è il deputato forzista Giampiero Cantoni, già presidente craxiano della Bnl, più volte inquisito e arrestato, dunque titolare delle giuste credenziali per occuparsi della faccenda: per esempio, un patteggiamento di 11 mesi di reclusione per corruzione (con risarcimento di 800 milioni di lire) e un altro di 13 mesi per concorso in bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli. Un esperto. È la via berlusconiana al risanamento. Chi si chiama al capezzale di un’azienda dalla bancarotta? Un bancarottiere. Per dargli un’altra chance.

PD: DI PIETRO, VELTRONI D’ACCORDO RIVEDERE LEGGI AD PERSONAM

Veltroni: Berlusconi sfugge a duello

Sino ad oggi tante balle, nostre proposte serie e concrete

(ANSA) – PALERMO, 25 MAR – ‘Il leader del principale schieramento avversario non vuole fare il confronto con me’, denuncia il leader del Pd, Walter Veltroni. Da Palermo, Veltroni osserva che ‘e’ una cosa che non accade in nessun altro Paese e tanto meno dovrebbe nel nostro, tanto piu’ che si utilizzano le proprie Tv per violare costantemente le regole del gioco’. Per Veltroni sino ad oggi di balle se ne sono sentite tante, mentre ‘le nostre proposte su salari, precarieta’ e pensioni sono serie e concrete’.

POL – Pedofilia, Borghesi (Idv): Intervenire contro turismo sessuale

Roma, 25 mar (Velino) – “I dati presentati dall’Ecpat, l’organizzazione internazionale contro gli abusi sui bambini, danno dell’Italia una fotografia allarmante: il nostro paese risulta in testa nel turismo sessuale, un primato di cui faremmo volentieri a meno. Si parla di 80 mila casi, un vero e proprio esercito, contro cui bisogna adottare armi adeguate”. Ad affermarlo è Antonio Borghesi, deputato di Italia dei valori. “Non è sufficiente il controllo su internet. I luoghi in cui imperversa il turismo sessuale sono ormai ben noti. È necessario che le forze dell’ordine in borghese si rechino in loco procedendo contro i colpevoli di questo deplorevole crimine. La pedofilia – conclude il deputato di Idv – è una piaga che va combattuta con ogni possibile arma e sconfitta. Abusare di un bambino indifeso equivale a ucciderlo, se non nel fisico, sicuramente nello spirito”.
(com/noe) 25 mar 2008 16:42
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