Di Pietro: ”Se vinciamo farò abrogare le leggi ‘ad personam”’

Il ministro delle Infrastrutture: ”Per questo è comprensibile che il partito di Berlusconi non mi voglia alla Giustizia”. I veti di alcuni esponenti del Pd invece ”non sono altrettanto comprensibili e neppure accettabili”.

Roma, 24 mar. (Adnkronos) – ”Il partito di Berlusconi non vuole che diventi ministro della Giustizia. Da parte del capo del Pdl è assolutamente comprensibile. Il mio obiettivo è infatti di cancellare subito le leggi ad personam”. Antonio Di Pietro dal suo blog rilancia la questione giustizia e spiega: Se vinciamo il mio obiettivo è ”di far funzionare la macchina della Giustizia per ripristinare in questo Paese la certezza della pena e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”. ”Se la coalizione di cui faccio parte vincerà le elezioni dovrà affrontare immediatamente un problema: ‘Quale ministero assegnare ad Antonio Di Pietro?’. È un problema così serio da essere dibattuto continuamente, e senza che io abbia avanzato alcuna richiesta, sia dal centrodestra che dal centrosinistra”.Per l’ex magistrato ”i veti che arrivano da esponenti del centro-sinistra, un giorno sì e l’altro pure, non sono altrettanto comprensibili e neppure accettabili. Che cosa deve fare Antonio Di Pietro per avere la possibilità di diventare ministro della Giustizia? Quali qualità deve avere? Gli ultimi due ministri sono stati Castelli e Mastella. Hanno ridotto la Giustizia in macerie, nessuno dei due aveva la minima competenza in materia. Nessuno, però -conclude Di Pietro- si è opposto a priori, come sta avvenendo ora per una mia eventuale candidatura. Mani Pulite brucia ancora a gran parte della classe politica, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro”.Dal Pdl ribatte Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia. “Di Pietro Ministro della Giustizia? Non sarà possibile perché le elezioni le vincera’ il Pdl. Queste scenette sono patetiche. Ormai il Pd e i suoi alleati perdono colpi e passano le loro giornate in liti e recriminazioni. Dopo aver tentato di raccontare agli Italiani che la rimonta era cosa fatta, il caravanserraglio messo in piedi da Veltroni ha il fiato corto”.
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